Firenze e la vicenda Gigio diranno se qualcosa è cambiata davvero

Firenze e la vicenda Gigio diranno se qualcosa è cambiata davvero MilanNews.it
venerdì 29 dicembre 2017, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

In una qualsiasi altra fase storica, il derby di Coppa Italia avrebbe reso enorme conforto semplicemente sul piano dell’atteggiamento, della convinzione, del gioco. Sissignori del gioco. Per favore riguardate con attenzione la partita, se (in diretta) non avete il riflessivo distacco senile che ormai si è impossessato del mio umore. Provate a verificare se, come me, noterete 3-4 giocatori accompagnare il movimento del pallone dando quindi più di una opzione di passaggio. Chissà se come me, vedrete inserirsi i centrocampisti e spingere – con ordine – i terzini. Un’alba di gioco. Una parvenza di organizzazione. Mi spiace per gli scettici cronici, ma qualcosina (ina ina) io pensavo di averla vista persino nel primo tempo di Verona e a tratti con l’Atalanta. Credo in sostanza che Gattuso stia lavorando. E’ già molto. Mi sbilancio: credo stia lavorando bene, al meglio delle sue possibilità intese come esperienza e conoscenza.

I problemi ci sono, restano e sono molti. Il fatto per esempio che al primo tiro in porta, l’avversario (non importa se Benevento o Verona o Atalanta o la stessa Inter con Perisic) segna. Non va bene. Anche per una questione non secondaria di karma. Non vanno bene anche alcune prestazioni individuali: Biglia e Rodriguez non giocano nemmeno al 50% di quello che abbiamo visto fare loro in carriera e di recente nelle rispettive Nazionali. Vorrei dire anche Kalinic, ma rischio il linciaggio. Però il problema essenziale resta la spina dorsale: Bonucci-Biglia-Kalinic. Se questi 3 fossero all’altezza delle aspettative, il Milan sarebbe un’altra squadra da subito. Ora invece non c’è più alcun dubbio che davanti debba giocare Cutrone e in mezzo Montolivo sia meno impacciato di quanto non sia attualmente l’ex laziale.

La notte di Coppa Italia personalmente mi ha regalato buone sensazioni al di là del risultato, perché oltre a qualche traccia indicativa, resto convinto che vi siano ampi margini di crescita, senza illudere – né me né voi che leggete – che d’incanto siano sparite le inquietudini. Firenze ci dirà subito se il cammino del gambero può essere abbandonato in una fine anno che potrebbe dare ossigeno anche in campionato. Oltre a questo test, ci sarà anche la gestione di Gigio Donnarumma a gennaio (ci fosse un’offerta consistente, non avrei alcuna esitazione). La società dimostri di essere tale. Non ceda più alle quisquiglie verbali: trovi una soluzione, anche drastica. E non certo perché il fratello abbia dato chissà quale dimostrazione mercoledì sera, a parte il fatto che il miracolo su Joao Mario è stato soprattutto un errore del nerazzurro. Non per questo, ma per porre fine a un teatrino che non giova a nessuno e che si è fatto francamente insopportabile. Al Milan prima di un grandissimo portiere di 18 anni, poiché questo penso di Gigio, serve una squadra costata 236 milioni che giochi bene al calcio e abbia casomai un buon portiere. Semplicemente. Il resto è una questione di strategie e di forza, di segnali che questa dirigenza deve dare al più presto, forse più rapidamente di quanto non debba (e possa) fare lo stesso Gattuso.

Vi auguro un 2018 ricco di salute e armonia, sono le radici affinché tutto il resto ci possa sembrare ragionevolmente sopportabile.