Fischi assurdi. Quei lanci lunghi che non servono a nulla. Ci vuole “forza” e compattezza
In primis Buon 2024 a tutti i tifosi rossoneri e ai lettori di MilanNews.it.
Quando San Siro si veste di un certo umore, accadono delle cose che prima non sarebbero mai accadute. Succede che una parte del pubblico, seppur in minoranza, abbia avuto la brillante idea di fischiare Rafael Leao al momento della sua sostituzione contro il Sassuolo. È vero che il portoghese non ha giocato bene e non ha offerto una prestazione degna del suo talento, ma è altrettanto vero che un giocatore come lui ha la necessità fisica di rimettere ritmo nelle gambe per fare le sue giocate che, contro Toljan, non gli sono riuscite. Un mese di stop per chi fa della rapidità, dello strappo continuo in velocità, dell’esplosività è qualcosa di devastante a livello di ritmo e ci vogliono le partite per rimetterlo in asse. Ognuno può usare la forma di dissenso che preferisce, ma arrivare a fischiarlo – seppur una piccola parte – è qualcosa di assurdo e di controproducente. Poi ovviamente a questa affermazione, ribadita sui miei canali social, sono arrivati i soliti commenti: “San Siro ha fischiato Van Basten e Seedorf”. Vero, ma in che contesti giocavano quei giocatori? Tornavano da infortuni? Erano tra i pochi giocatori della rosa a poter determinare le partite o ci si poteva “permettere” di fischiarli perché le squadre nelle quali giocavano erano talmente forti?
Leao è un patrimonio assoluto del Milan. I compagni lo hanno difeso subito, sia davanti alle telecamere sia sui social, non c’è nessun “caso Leao” a Milanello. C’è solo un giocatore che ha delle necessità fisiche e tecnico-tattiche per poter rendere al meglio e che ha bisogno, forse, di un altro paio di partite per raggiungere nuovamente i suoi picchi e, di conseguenza, tornare sui suoi standard canonici. Dopo il gol al Psg aveva reagito mettendo il dito davanti alla bocca, al prossimo gol Rafa dovrà godersi il boato della sua gente e anche di quelli che, per faciloneria di giudizio, lo accusano di scarso impegno. È ovvio ed evidente che su di lui si ripongono spesso e volentieri le speranze della manovra offensiva del Milan.
Già, perché da troppo tempo si vedono cose strane, ovvero una serie di lanci lunghi alla ricerca di Giroud che sono sinonimo di una difficoltà nella costruzione del gioco. Il Milan, anche contro il Sassuolo, ha fatto molti lanci, costringendo il bomber francese a giocare lontanissimo dall’area di rigore ospite e saltando così la prima impostazione. Eppure con Bennacer e Reijnders in campo, il pallone non dovrebbe quasi mai alzarsi da terra. E anche contro il Sassuolo si sono visti i soliti buchi in mezzo al campo tra fase offensiva e fase difensiva. Il 5-0-5 che tanta paura fa ai tifosi e che spesso ha permesso agli avversari di infilarsi nel sistema difensivo milanista con tre passaggi e posizioni precise. Ci vuole un Milan più compatto e che torni a giocare a calcio, uno dei punti centrali dei primi due anni e mezzo di Pioli in rossonero. La rinuncia a Theo sulla fascia sinistra per tenere Simic in panchina è un altro fattore non da poco nella fase offensiva e anche il francese appare un cavallo rinchiuso nel suo box quando vede certi spazi in avanti.
Ma tra le tante cose che deve recuperare il Milan nel minor tempo possibile è una lucidità fisica che appare non esserci. Il ritmo contro il Sassuolo, salvo rari casi, è stato molto basso e il timore di nuovi stop fisici è sempre dietro l’angolo. Servirà iniziare un lavoro di maggior forza nelle gambe dei giocatori, rendendoli più stabili a livello muscolare e tendineo, perché una delle possibili cause di tutti i problemi avuti fin qui potrebbe essere proprio un lavoro non sufficiente nel rafforzamento muscolare.

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