L'anticipo di Galli - Gila, Amorim e... Cardinale! Sorpresa, il Milan c'è
Ma il Milan non era nel caos? È arrivato il nuovo tecnico Ruben Amorim, accolto e presentato direttamente dal proprietario del club, Gerry Cardinale. Già qui sembra di sognare: dopo anni di sostanziale assenza e un mese di vuoto informativo surreale, improvvisamente tutto sembra avere un senso. Abbiamo un patron che fa gli onori di casa, un amministratore delegato, un team mercato, un allenatore determinato e apparentemente innamorato dei colori rossoneri. E poi innesti mirati di alta qualità. Dopo Gonçalo Ramos, ecco Mario Gila, un difensore centrale che non solo va a completare numericamente il reparto arretrato, ma che lo rinforza e ne diventa il probabile leader. Il Milan ha vinto la concorrenza di Atalanta e Napoli, anch’essi interessati alle sue prestazioni, con un’offerta al coriaceo Lotito che si aggira tra i 25 e 30 milioni.
Gila conosce il nostro campionato essendo arrivato in serie A nel 2022. Scelto da Igli Tare, allora direttore sportivo della Lazio, proveniva dal Real Madrid senza aver praticamente giocato nella Prima squadra (solo 2 presenze), ma con quasi 70 presenze nel Castilla, la seconda squadra dei Blancos. Nel suo percorso di formazione ha giocato anche a centrocampo. Se a ciò aggiungiamo le sue origini catalane e se è vero che due indizi fanno una prova, risulta facile capire come Gila, non solo sappia difendere ma dimostri grandi qualità anche nella costruzione del gioco e nelle transizioni positive, riuscendo a ribaltare velocemente la manovra con verticalizzazioni efficaci, sia attraverso la precisione del passaggio sia con la conduzione in avanti della palla.
Il suo percorso nella Lazio non è stato privo di difficoltà: relegato inizialmente in panchina, si è sempre allenato con dedizione e quando, a causa di un’emergenza infortuni, è stato chiamato in causa è cresciuto partita dopo partita diventando un titolare inamovibile. Una traiettoria di carriera che ha sicuramente forgiato il carattere di Mario: oggi possiamo definirlo un giocatore di personalità, un termine spesso abusato ma che su di lui calza a pennello. Come detto, è un difensore aggressivo, capace di accorciare in avanti per mettere pressione all’avversario, impedirgli di girarsi. Nella sua maturazione ha certamente influito un tecnico come Sarri: talento e metodo si sono incontrati e ciò che definiamo personalità, in questo caso, porta con sé anche una profonda conoscenza del gioco. Le giocate che il tifoso o lo spettatore può interpretare come rischiose, per Gila sono frutto di una decisione naturale. La capacità di prevedere gli sviluppi del gioco in entrambe le fasi, di possesso e di non possesso, fanno del catalano un giocatore proattivo che ha tutte le caratteristiche per soddisfare le richieste di mister Amorim. Pur non essendo un gigante (1,85) è abile nel nel gioco aereo grazie al suo tempismo, qualità che sfrutta anche in occasione dei calci piazzati difensivi e offensivi.
Ora il reparto difensivo è al completo (almeno per quanto riguarda i titolari) e mi sentirei anche di accettare l’eventuale cessione di Tomori, richiesto in Premier League.
L’urgenza rimane quella, come detto nello scorso editoriale, di trovare un attaccante, o anche due, che sappiano giocare nel traffico. Giocatori che dovranno dividersi quei ruoli (i 2 sottopunta nel 3-4-2-1), a ridosso della prima punta. Uno dei due sarà realisticamente Pulisic che resta al centro del progetto Cardinale-Amorim, magari usato a sinistra e non a destra. La mia speranza è che, nonostante l’uscita prematura dal Mondiale, torni con una spinta emotiva differente da quella vista in campo nel 2026, francamente inaccettabile per chi voglia vestire la maglia rossonera. Dall’altra parte? E dietro di loro? Che possono giocare in quel ruolo ci sono Nkunku, Chukwueze, Cissè e Comotto (Amorim ha dimostrato di conoscere i nostri giovani meglio di qualcuno che… va be’, lasciamo perdere), ma l’impressione è che da quelle parti un inserimento verrà fatto, magari dopo la cessione di Leao, che sembra ormai fuori dal mood rossonero.
Due parole sul centrocampo, che resta il reparto più ricco. Rabiot, Jashari, Ricci, Fofana, Loftus-cheek gli interni, e Saelemaekers, Bartesaghi, Estupinan, Athekame gli esterni, cui si aggiungono i rientri dai prestiti Bennacer (probabile rescissione consensuale), Musah, Bondo, e Zeroli, che dovranno essere valutati da Amorim.
Ho tenuto per ultimo Luka Modric, per me l’acquisto più importante. Se un campione del suo spessore, che ha vissuto il fallimento della scorsa stagione, decide di restare, credo che lo faccia per due ragioni: la prima per un sentimento di rivalsa personale, la seconda perché percepisce un cambiamento positivo all’interno del Club.
In ogni caso il tifoso rossonero sembra lentamente riacquistare fiducia nel Club. Gli arrivi di Gonçalo Ramos e del difensore ex Lazio sono due esempi tangibili di quello che sembra essere un nuovo corso rossonero. È ancora troppo presto per considerare positivo il mercato rossonero ma il quadro generale, a oggi, ci permette di abbozzare un sorriso.
Chiudo con il personale in bocca al lupo a mister Sergio Navarro, il nuovo tecnico di Milan Futuro, un tassello che finora non ha prodotto il valore che ci si aspettava, specie nel paragone con la Juventus Next Gen che – bisogna ammetterlo – ha fatto scuola. Sergio, ve lo posso assicurare, è una persona di spessore e un tecnico preparato e all’avanguardia, che potrebbe davvero trasformare il nostro “progetto giovani”. Tocca ammetterlo: un altro segnale positivo che arriva dal Club.

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