Gattuso tradito dagli attaccanti: non bastano i gol di Suso per raggiungere l’Europa di oggi e domani

Gattuso tradito dagli attaccanti: non bastano i gol di Suso per raggiungere l’Europa di oggi e domaniMilanNews.it
martedì 6 febbraio 2018, 00:00Editoriale
di Alberto Cerruti

Il Milan di Gattuso cresce, lo dicono tutti. I complimenti, però, non bastano per centrare i prossimi obiettivi in ordine cronologico: l’accesso agli ottavi di Europa League dopo la doppia sfida con i bulgari del Ludogorets; la finale di coppa Italia dopo il ritorno sul campo della Lazio; e soprattutto un piazzamento europeo a fine campionato. Per vincere bisogna segnare almeno un gol più degli avversari e per vincere non bastano le prodezze di Suso, capocannoniere in campionato con 6 reti, senza rigori. Servono i gol degli attaccanti, che nel Milan però non fanno la differenza. E infatti occhio alle cifre: Andrè Silva, il più caro di tutti costato ben 38 milioni, ha segnato meno gol (cioè zero) del portiere ora di riserva del Benevento, Brignoli, che aveva castigato il debuttante Gattuso con il colpo di testa del 2-2. Kalinic, acquistato in chiusura di mercato estivo, è fermo a quota 4, mentre Cutrone, il migliore di tutti, è a 3 malgrado sia stato impiegato a singhiozzo perché non è costato nulla, con l’aggravante di non chiamarsi Cutronic o Cutronao. Riassumendo, il totale dei tre attaccanti fa 7 gol, la metà di Dybala fermo ai box, un terzo del capocannoniere Immobile, quanti ne hanno realizzati senza rigori, l’atalantino ed ex milanista Cristante, Simeone della Fiorentina, il discusso Perisic dell’Inter, Zapata della Sampdoria, Lasagna dell’Udinese.

“Non sono Padre Pio”, ha detto Gattuso quando ha preso il posto di Montella e i fatti gli stanno dando ragione, perché con lui è migliorata la condizione fisica, si vedono progressi sul piano del gioco e della mentalità, ma i limiti degli attaccanti sono rimasti invariati. Gattuso ha provato a rilanciare prima Kalinic e poi Andrè Silva a Udine, nel doppio tentativo di recuperare i giocatori e di rivalutare lo sforzo economico fatto dalla società. Alla fine, però, la musica è la stessa. I gol arrivano quasi sempre da Bonaventura e Suso, acquistati da Galliani, o da Cutrone scoperto da Bianchessi. Di questo passo sarà dura risalire la corrente, anche perché nel frattempo il Milan è stato scavalcato dall’Atalanta e oggi l’ottavo posto non garantirebbe nemmeno un ripescaggio in Europa League. Con una considerazione in più da non sottovalutare. Ferme restando le difficoltà di Silva e Kalinic, le caratteristiche dei centrocampisti non li aiutano, perché Biglia non è un trequartista dotato di fantasia creativa, Kessie è un cursore muscolare, mentre Suso e Bonaventura, i migliori tecnicamente, sono più portati al numero personale. Per non parlare dei terzini, a cominciare da Rodriguez, che fanno fatica ad arrivare sul fondo e fanno ancora più fatica a scodellare cross decenti. Tanto per essere chiari, Pirlo e Kakà in mezzo al campo, Cafu e Serginho sulle fasce erano di un’altra categoria. E non a caso Inzaghi non ha mai smesso di ringraziarli. Anche se Inzaghi era Inzaghi. E con uno così, Gattuso non direbbe più che il Milan è brutto come lui.