Gli antichi sogni rossoneri e i nuovi coniglietti di Galliani
Erano belli i fremiti che accompagnavano la vigilia del campionato, le speranze, i pronostici, i sogni. Pensavamo che lo scudetto fosse possibile con Liedholm in panchina, Wilkins e Hateley in campo, con Castagner, Gerets e Blisset, con Terim, Contra e Jose Mari. Ci siamo entusiasmati con amore in serie B una volta con Jordan, Novellino e Antonelli, un'altra con Manfrin, Serena e Pasinato. Milanisti fino al midollo, ci abbiamo sempre creduto. Ancora oggi per noi Hateley era meglio di Rummenigge, ancora oggi per noi Chiodi era più forte di Altobelli. Chissenefrega. Erano del Milan, quindi erano meglio comunque.
Dopo lustri gloriosi in cui finalmente abbiamo meritato Van Basten, Weah, Inzaghi e Shevchenko, negli ultimi anni ci hanno svuotato di qualsiasi poesia. Propinandoci Constant e Birsa, Honda e Zapata, #ultracompetitivi #apostocosi non perché - come una volta, quando si stava peggio - sono del Milan e questo basta e avanza, ma perché sono di Preziosi, Raiola e adesso questo nuovo prestigiatore Pablo Cosentino che ha cavato dal cilindro Vangioni, Gomez e Sosa. Coniglietti di Galliani al quale ormai non riescono più nemmeno le questue dei prestiti e dei parametri zero.
Il campionato inizia così con la solita squadretta rabberciata, l'allenatore consenziente del resto ingaggiato a una settimana dal ritiro, i cinesi nell'ombra i quali dopo aver rovesciato centinaia di milioni da una parte all'altra del mondo, ancora accettano questo scempio. Preparatevi, a proposito: quando il povero derelitto Milan dovesse vincere una partita o due, sarà merito di Berlusconi (e Galliani) e dei suoi ultimi colpi di coda da proprietario (e amministratore delegato a metà), quando dovesse perdere o pareggiare sarà colpa di Montella incapace di amalgamare cotanta qualità e dei cinesi che non stanno investendo un euro.
Noi, dicevamo in settimana, restiamo poeti e innamorati: speriamo nella consacrazione di Donnarumma e Romagnoli, nel ritorno di De Sciglio stile Euro 16, nella resurrezione di Montolivo, nell'orgoglio di Bertolacci, nel ritorno di Bonaventura, nell'esplosione di Niang, nella conferma di Bacca, nella sorpresa Lapadula. Chissenefrega. Lasciateci almeno le farneticazioni, visto che di sogni non possiamo più parlare.

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