Higuain, nervosismo natuale con la "sindrome di Ibra", ma Gattuso non è preoccupato. Chiesa-Milan: un sogno estivo per il prossimo anno, ma solo con la Champions

Higuain, nervosismo natuale con la "sindrome di Ibra", ma Gattuso non è preoccupato. Chiesa-Milan: un sogno estivo per il prossimo anno, ma solo con la ChampionsMilanNews.it
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lunedì 10 settembre 2018, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Chi ha visto gli highlights di Milan-Pro Piacenza non potrà non aver notato la naturale e ovvia rabbia di Gonzalo Higuain nel non esser riuscito a segnare sabato in amichevole. Emblematica l’espressione del Pipita alla terza occasione, forse quella più facile, dove il portiere piacentino – con un’uscita disperata – gli ha deviato con l’interno coscia il tiro indirizzato verso il primo palo. Ma non c’è da disperare né da preoccuparsi. Gonzalo ha lavorato come un ossessionato in settimana e sarebbe stato grave il contrario, ovvero se avesse accolto senza colpo ferire il fatto di esser rimasto a secco. Poco male, anche perché non segnare in amichevole è del tutto relativo. Sarà vitale il fatto che Higuain ritrovi la via del gol contro il Cagliari domenica sera, contro una squadra alla quale ha segnato sei gol nelle sette partite giocate contro i sardi.

Quando sei il numero 9 del Milan, è normale che le aspettative su di te siano alte, se ti chiami Gonzalo Higuain ancora di più. Ma anche un certo Zlatan Ibrahimovic, nella sua prima annata milanista, ci mise quasi un mese a segnare il suo primo gol in campionato. Ibra si sbloccò all’Olimpico di Roma, contro la Lazio, portando in vantaggio i rossoneri e replicò la settimana dopo con il gol-vittoria contro il Genoa a San Siro. La collocazione trasferta-casa della quarta e quinta giornata di campionato sembrano ricordare quel precedente, che sarà anche inframezzato dalla trasferta in Lussemburgo di giovedì 20 contro un avversario che sembra essere decisamente alla portata del Milan. Il Pipita avverte un grande senso di responsabilità sulle sue spalle, ma non si deve far schiacciare da questo sentimento. È un giocatore fondamentale, ma può esserlo sia con i gol sia con gli assist e le prestazioni, come è emerso contro la Roma. Un po’ di nervosismo per non aver segnato in amichevole ci sta, Ibra fece peggio sbagliando un rigore nella clamorosa sconfitta del Manuzzi di Cesena. Ma poi lo svedese si caricò la squadra sulle spalle siglando 14 gol, decisivi per mantenere il Milan in vetta alla classifica. A Higuain si chiedono le reti per puntare alla Champions League.

La calda domenica di ieri è stata surriscaldata dalla notizia lanciata dalla Gazzetta dello Sport sull’apprezzamento di Federico Chiesa alla destinazione Milan. Premesso che su questo giocatore rischio di non essere obiettivo, perché mi ha impressionato fin dai suoi trascorsi nella Primavera della Fiorentina. Penso che il solo fatto che il Milan possa essere collegato ad un giocatore che valga così tanto, fa capire la progettualità e la voglia di Elliott di tornare grande. Chiesa vale almeno 70 milioni di euro, su di lui la Juventus si è mossa con largo anticipo nell’operazione Pjaca e l’Inter lo segue da tempo, ma il Milan c’è e sarebbe anche una soluzione molto gradita al ragazzo. Se ne riparlerà la prossima estate, ma con un Milan in Champions, forse qualche ostacolo potrebbe essere superato.