I non-casi intorno al Milan. Attaccante: attesa per la promessa della dirigenza. Storia di un Pescatore triste
Il Milan è al centro delle discussioni calcistiche d'Italia, quotidianamente tutti ne parlano e quando possono provano a insinuare il dubbio. Prima l'attacco di Pallotta, poi la fretta di capire se il Milan avesse trovato le fideiussioni per Biglia e Bonucci, due mesi fa invece lo scetticismo sul mercato, poi sul budget della campagna acquisti. Intorno al Milan regna costantemente la diffidenza, ogni mossa della nuova proprietà viene vista come sospetta e dubbiosa. Fassone e Mirabelli sono spesso sotto attacco mediatico, quasi come se dovessero spiegare ogni giorno le loro mosse, dare certezze in più rispetto ad altri club. È vero che il closing è stato lungo e tortuoso e tanti ad un certo punto hanno pensato che fosse una farsa, ma l'ultimo caso relativo alle fideiussioni di Biglia e Bonucci è stato effettivamente eccessivo. Un non-caso alla fine, perché da un lato c'era chi si preoccupava di mettere in risalto la mancanza di coperture bancarie, mentre dall'altro si lavorava quotidianamente per spegnere incendi creati per mettere un po di pepe sull'ambiente rossonero. Marco Fassone nel post gara di Milan-Craiova è apparso abbastanza seccato della situazione che si stava creando attorno al Milan, sempre sotto la lente della critica, dove tutti si sentono in dovere di esprimere scetticismo. La società invece sta dimostrando che attraverso il lavoro h24 si può davvero rivoluzionare un club come il Milan. Mercato, sponsor, nuovi ruoli e responsabilità, ampliamento di alcuni settori, novità comunicative, tutto nuovo e tutto in tempi rapidi. Fassone lo ha detto chiaramente, il nuovo Milan dà fastidio perché sta tornando ad essere un club competitivo sul mercato e in vista della prossima stagione ha buone possibilità di arrivare in alto. Per assicurarsi le prime posizioni in classifica la dirigenza ha speso più di 200 milioni, ha creato una squadra competitiva, ma osservando il gruppo di Montella è lampante che manchi un centravanti, la ricerca procede da molto tempo e proseguirà ancora per poco, l'attesa della dirigenza in questo è condivisibile, si vuole provare il grande acquisto, il nome importante, senza sbagliare l'investimento. È altrettanto vero che nelle ultime ore alcuni bomber che venivano accostati al Milan ora si stanno lentamente allontanando. Diego Costa vuole l'Altetico ma il Milan ci spera ancora finché può usufruire dell'intermediazione di Jorge Mendes, stesso discorso per Falcao.
Aubameyang invece è il pallino di Mirabelli ma dal Borussia potrebbe partire anche Dembelè e questo andrebbe a chiudere le porte all'ex rossonero, il Milan però nutre ancora speranze. Non escludiamo nemmeno Ibrahimovic a parametro zero, può essere un acquisto da ultimi giorni di mercato se non dovessero arrivare altri nomi. Poi c'è Kalinic, operazione più fattibile rispetto alle altre, Montella vorrebbe proprio lui, spinge per l'acquisto in tempi brevi, mentre la dirigenza punterebbe volentieri a qualche nome con più appeal. Spiraglio, piccolissimo, per Belotti. Non escludiamo il classico Mister X, l'attaccante a sorpresa, anche se con l'avvicinarsi alla fine di agosto le possibilità si riducono. Il popolo rossonero resta aggrappato alle dichiarazioni di Fassone e Mirabelli, la promessa di un grande colpo di mercato in avanti, almeno un bomber di razza per concludere alla grande la campagna acquisti. Poi c'è il capitolo cessioni, dove il Milan sta provando ad ottenere il massimo. Diciamo la verità, quello che sta accadendo a Carlos Bacca non è una bella situazione, il Milan lo ha messo alla porta, forzando la mano per cercare di venderlo, uno che ha siglato 31 gol in 70 presenze con la maglia rossonera in due anni di serie A. Non è la storia che avevamo immaginato due anni fa, un epilogo triste, già sfiorato l'estate scorsa quando ci fu il forte interessamento del West Ham, in quell'occasione non si trovò l'accordo e Bacca restò a Milanello, questa volta invece l'addio è più probabile perché la nuova dirigenza ha deciso di adottare il pugno duro, Bacca è stato messo sul mercato ma alle condizioni stabilite da Mirabelli: cessione definitiva o al massimo prestito con obbligo di riscatto ad un prezzo che permetta al club di non registrare una minusvalenza. Bacca non è stato convocato per gli impegni in Europa League, non si allena col gruppo, vive in disparte rispetto ai compagni di squadra, tutto per invogliarlo a lasciare il Milan. D'altronde è chiaro che el Pescador non può vivere questa situazione da separato in casa nell'anno del Mondiale. Bacca vuole giocare e al Milan non rientra più nel progetto, il Siviglia, la sua ex squadra, potrebbe essere la migliore sistemazione.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


