Il Milan deve stare zitto. Gattuso-Giampaolo, Suso-Piatek e Moncada-Almstadt

Il Milan deve stare zitto. Gattuso-Giampaolo, Suso-Piatek e Moncada-AlmstadtMilanNews.it
sabato 11 aprile 2020, 00:00Editoriale
di Mauro Suma

Beh no. Così anche no. Dall'inizio della sosta da lockdown sul Milan sono arrivate solo critiche. Al Milan sono state fatte solo prediche. Sermoni e contestazioni di ogni tipo. Ma se per un giorno, uno, uno solo, non più di uno, viene illustrata la posizione del Milan, apriti cielo. Stampa asservita. No, così no: la critica è una grande fonte di dubbio, una enorme e legittima forma di libertà, ma non deve e non può essere una dittatura. Se si può solo contestare e fare illazioni ma non dare conto anche del punto di vista dell'entità di cui ci si occupa ogni minuto, allora quella della critica diventa una dittatura. E quindi non va bene. Quello che sta a cuore al Milan è proprio questo: fa parte dell'importanza del Milan discutere del Milan, dividersi sul Milan, opinare sul Milan, ma che in questo dibattito abbia anche un suo spazio, anche minimo, la posizione del Club. Nulla di meno e nulla di più. E invece no, non lo si può fare. Perchè spiegare e illustrare i pensieri, le linee, gli orientamenti della società è vietato. Non si può nemmeno una volta al mese, fa parte evidentemente delle restrizioni per ben altri e per più importanti motivi. Ne consegue che anche le interviste degli ex giocatori o degli ex allenatori non vengono fatte su quello che accade effettivamente nel Milan, ma su come viene rimasticata e rivenduta la polpetta del Milan. Ricordo bene gli anni di Villa Arzilla, le stagioni in cui il Milan veniva descritto solo come un Paese per vecchi. I giovani li avevi, ma non li vedevano. In diretta tv, ricordo il buon Franco Melli che saluto affettuosamente, sbeffeggiare e deridere Andrea Pirlo prima degli Europei del 2008. Oggi invece ti dicono che hai solo giovani e che non volevi Ibra. Falso, una volta per tutte: il Milan (non Gazidis, il Milan, perchè il Milan tornerà ad essere il Milan quando verrà chiamato con il suo nome e non con un cognome quale che sia e qualsiasi ruolo strategico abbia) aveva già fatto la sua offerta a Zlatan nel gennaio 2019. Ma Zlatan l'aveva rifiutata, come Zlatan ha detto, ribadito e confermato il 3 gennaio 2020 a Casa Milan nella sua conferenza stampa di insediamento. Ma oltre a Ibra, sono arrivati Kjaer e Begovic a confermare l'inesistenza della pregiudiziale ideologica rossonera sugli over 23.



A proposito di giovani, ne sono arrivati tanti e buoni la scorsa estate. Il Milan 2019-20 è franato perchè ha lasciato la strada della ruvida sicurezza rappresentata da Gattuso per andare su quella della scommessa fascinosa di Giampaolo e perchè in questo giochino si sono persi per strada Suso e Piatek. Se togli 3 travi al Milan dei 68 punti, è chiaro che poi di punti ne fai di meno o, come purtroppo nel nostro caso, molti di meno. Ma il Milan 2019-20 non ha avuto fra i suoi problemi la campagna acquisti. Proprio no. Rebic, Theo, Bennacer e Leao sono una ottima campagna acquisti. Certo, in termini di prospettiva, perchè con i giovani ci vuole pazienza, anche Leao. Ed è una campagna acquisti fatta dal Milan. Il Milan non deve e non può essere una sorta di manuale Cencelli itinerante, per cui questo l'ha preso quello e quest'altro l'ha preso quell'altro. Il Milan, punto. E tenendo soprattutto conto che i risultati sportivi non li determina lo scouting. Visto che ne sentiremo sempre più parlare in tutte le società di calcio e non solo nel Milan, lo scouting non incide sul piazzamento finale. E non è una risposta ai rituali commentini che ho letto sulla stagione di Moncada all'Aston Villa. A parte che uno che ha saputo vedere le qualità di Mbappè all'età di 12 anni, non lo metterei alla berlina in maniera così facilona. Ma il tema è un altro: lo scouting scova opportunità, allarga gli orizzonti, setaccia i fondali. Poi il destino di qualsiasi giocatore, e quindi  del gruppo, e quindi della squadra, si compie nel momento del suo ingresso in spogliatoio. E' lì che la scintilla scocca o non scocca, che la chimica va per il verso giusto o quello sbagliato. Lì lo scouting è ormai alle spalle, è superato. Quindi nella buonissima campagna acquisti 2019 del Milan, e sottolineo del Milan, hanno avuto il loro ruolo anche Moncada e Almstadt, esattamente come tutti gli altri dirigenti dell'area sportiva, Paolo Maldini in primis, perchè Paolo era al Milan anche la scorsa stagione e perchè l'estate 2019 l'ha fatta tutta, dal primo all'ultimo giorno. Non hanno pruriti sulle cariche Moncada e Almstadt e non fanno i protagonisti. Lavorano al servizio del team, producono materiale e conoscenze sul calcio che poi tocca al Milan scremare e sintetizzare. Lavorano al servizio del Milan. Che bisogna tornare a mettere al centro di tutto, il Milan ombelico di se stesso, non più il Milan ai margini delle singole competenze personali.