Il Milan è ritornato di moda anche nelle Nazionali di mezzo mondo. Mercato: Lotito docet. No ai ricatti, sì ai contratti da rispettare.

Il Milan è ritornato di moda anche nelle Nazionali di mezzo mondo. Mercato: Lotito docet. No ai ricatti, sì ai contratti da rispettare.MilanNews.it
mercoledì 30 agosto 2017, 00:00Editoriale
di Furio Fedele

Diciasette rossoneri convocati in un colpo solo. Forse nemmeno ai tempi d’oro il Milan era stato gratificato da una situazione simile. Questo vuol dire, una volta di più, che la strada presa è quella giusta. Non sono ancora sufficienti le 6 vittorie consecutive, i 15 gol fatti (1 solo subito) e l’entrata trionfale nel girone eliminatorio di Europa League. Tutti segnali confortanti, non ci sono dubbi, ma che solo il bilancio di fine stagione potrebbe confortare e incoraggiare. Quella che è iniziata ormai da due mesi è una delle annate calcistiche più importanti della storia rossonera. Casa Milan non nasconde che l’obiettivo minimo, il ritorno immediato in Champions League, rappresenta una tappa di vitale importanza. Non è in dubbio la sopravvivenza del club, ma il blasone che può e deve essere solo internazionale per potersi avvicinare quanto più possibile all’èlite europea.
   
STRATEGIA. C’è chi vorrebbe, in extremis, un altro «botto» sul mercato. Il presidente Lotito ha confermato ancora una volta che non bisogna mai cedere di fronte a ricatti e contratti da rispettare. Keita, se non ci saranno nuovi imprevisti, dovrebbe firmare con il Monaco per la cifra di 30 milioni di euro che la Lazio intasca come previsto, in tempi non sospetti, dal suo presidente.

Ha fatto bene, benissimo Mirabelli a gestire le uscite con fermezza e coerenza (il sopravalutato Bacca...) anche se poi, alla resa dei conti, ha trovato comprensibili difficoltà a piazzare Sosa, Gomez e Paletta con la speranza di non restare con il «cerino» in mano di...Niang. 
   
SARTO. Parafrasando una delle tante, celebri frasi del presidente Silvio Berlusconi nel suo trentennio milanista a proposito di Zaccheroni («Un sarto distratto può rovinare una buona stoffa») nel caso di Montella non si corre certo questo rischio. Dopo aver conquistato il doppio preliminare di Europa League e la Supercoppa d’Italia con una squadra sicuramente lacunosa (soprattutto in attacco), Montella non è certo il tipo che getta tutto al vento avendo l’occasione della vita. Il destino gli ha addirittura offerto la possibilità di poter conquistare l’accesso alla Champions League 2018-2019 attraverso due slot: uno dei primi 4 posti in campionato e/o la conquista dell’Europa League. Dove, fra l’altro, anche il girone eliminatorio appare poco più che una formalità considerata la consistenza e la qualità delle avversarie.
   
INSIDIE. Ma il calcio è una materia indefinita e indefinibile. Montella ha il dovere, che comunque è insito nel suo dna di ottimo professionista, di tenere sempre, costantemente alta la concentrazione del gruppo di lavoro. Se possibile, in poco tempo, ha rivalutato ancora di più la sua pregiatissima «rosa» dando nuova dignità e consistenza a giocatori (Montolivo su tutti) che sembravano destinati a un lento ma inesorabile declino. Ma anche lo stesso «aeroplanino» deve prendere quota, trasformandosi un...jet. C’è poco tempo da perdere.