Il Milan segna poco ma è inutile cambiare gli attaccanti: la colpa è anche dei centrocampisti che non li smarcano

Il Milan segna poco ma è inutile cambiare gli attaccanti: la colpa è anche dei centrocampisti che non li smarcano  MilanNews.it
martedì 17 aprile 2018, 00:00Editoriale
di Alberto Cerruti

Complimenti a Gattuso perché il Milan ha giocato alla pari con il Napoli. E complimenti a Donnarumma che all’ultimo minuto, con una parata da campionissimo, ha evitato la beffa di un’immeritata sconfitta. Grazie ai pareggi di tutte le altre concorrenti, sopra e sotto in classifica, rimangono intatte le speranze di conservare almeno il sesto posto che garantirebbe il ritorno in Europa League. 

Analizzando l’ultimo 0-0 e i precedenti pareggi, tra l’altro sempre a San Siro, contro Sassuolo e Inter, è lecito però chiedersi perché il Milan fatica così tanto a segnare. Premesso che Gattuso, subentrato a Montella a fine novembre, non ha chiesto rinforzi alla società dopo i massicci investimenti dell’estate scorsa, il problema quindi è da ricercarsi nell’organico a disposizione del vecchio e del nuovo tecnico. I numeri, come sempre, parlano chiaro, anche se non sempre spiegano tutto. E i numeri dicono che il Milan è la squadra che fin qui ha segnato meno delle prime dieci: soltanto 43 gol, 1 meno della Fiorentina, 4 meno dell’Atalanta, 7 meno della Sampdoria e 3 meno del Torino che seguono in classifica. 

In questi casi, come è già successo, è facile prendersela con gli attaccanti, visto che per trovare il capocannoniere del Milan bisogna scendere fino ai 7 gol di Cutrone, davanti al quale, da Immobile a Cristante, ci sono ben 23 giocatori. Ma chi è l’attaccante titolare del Milan? Dopo 32 partite ancora non lo sappiamo, perché Gattuso, come Montella del resto, ha alternato i nuovi acquisti Silva e Kalinic al ventenne prodotto della “primavera” Cutrone. Cambiando tanto e tanti, è difficile che ci sia un grande cannoniere, ma il discorso è soprattutto un altro e coinvolge il resto della squadra. Se gli attaccanti fanno pochi gol, la colpa è anche di chi non li mette in condizione di segnare: dei terzini che crossano poco e male, soprattutto dalla parte di Rodriguez, e deicentrocampisti, o meglio delle loro caratteristiche.Ripensare, per credere, a Biglia bravissimo a dettare i tempi in mezzo al campo e a tirare da fuori, ma senza la capacità del lancio preciso in verticale. Oppure a Kessie, generosissimo corridore che accelera e va anche alla conclusione, ma non ha certamente l’intuizione brillante per liberare un compagno davanti alla porta. I migliori, per caratteristiche tecniche, sono Suso a destra e Bonaventura a sinistra, che però troppo spesso fanno la stessa giocata con il cross a rientrare dalle fasce. Infine ci sarebbe Calhanoglu, il “Rivera del Bosforo” con la maglia numero 10 dell’ex grande capitano, migliorato con Gattuso, ma anche lui più portato alla conclusione personale che al lancio smarcante come il miglior numero 10 della storia del Milan. Tanti buoni giocatori, insomma, ma più solisti che altruisti. Ecco perché alla fine gli attaccanti si prendono più colpe di quelle che hanno.