Il rinnovo degli avvoltoi. Se non avessimo vinto il derby...
Il calcio di questi tempi è fatto così: succede una cosa, uno la rumina, e milioni di altri la ripetono in maniera ossessiva tra tv, radio, siti e social. Era accaduta esattamente questa cosa nell'estate del 2019, quando il Milan fece la campagna acquisti dei Theo, dei Leao e dei Bennacer. Uno l'ha detta e in novantasei milioni l'hanno smozzicata, rilanciata e ripetuta per darsi un tono: il Milan non ha una proprietà, ha un fondo, i fondi vogliono guadagnare, prendono i giovani per specularci sopra e per rivenderli. E invece, caro il mio facilone e approssimativo dalla bocca larga, ma tu guarda questi che ti smentiscono su tutta la linea: quello di Theo, il giovane preso per rivenderlo da avvoltoi, è proprio il rinnovo pluriennale alle cifre più alte fatto da questa proprietà. Ma il Milan non ha prolungato Theo certamente per prendersi la rivincita sulla centrale luoghi comuni. Certo che no, la bellissima notizia di ieri è la volontà di Theo. Lui poteva scegliere, lui ha voluto il Milan, chi vuole resta senza troppe moine e senza troppi non detti. Theo questo percorso lo ha visto nascere, lo ha capito, lo ha condiviso e lo ha abbracciato. Non c'è altro. Alla centrale luoghi comuni lascio solo un dubbio: guarda che stai criticando il Milan oggi per i motivi opposti al 2019. Dicevi che il Milan voleva speculare e invece oggi lo attacchi proprio perchè non specula, ad esempio sui giocatori che vanno via a zero. Eh già, alle speculazioni questo Milan preferisce la correttezza e la coerenza. Abbiamo un contratto, sia io che te sappiamo che il Milan viene prima di me e di te ed è sopra a me a te, tu sei figlio mio esattamente come tutti gli altri fino a quando dura il contratto nell'interesse degli obiettivi sportivi del Milan, tu dai tutto fino all'ultimo giorno, e poi grazie di cuore per tutto e addio senza rancore. Senza bisogno di tarantelle a futura memoria.
Oggi siamo belli, biondi e con gli occhi azzurri, ma se non avessimo vinto il derby, cosa che poteva tranquillamente accadere? Il confine nel calcio di oggi è sottilissimo. Perdi il derby e sei out, fallimento, colpa del mercato, via tutti. Invece vinci e allora gioisci, esulti, sogni, siete tutti bravi e meravigliosi. Può ballare solo un gol o un paio di gol fra due mondi così diversi, così agli antipodi, così opposti? E invece è proprio così, quelli che erano tutti da buttare dopo lo Spezia sono diventati quelli da osannare dopo l'Inter. E visto allora che sotto la brace di un sentimento, c'è la voragine, lo sprofondo, l'incubo, stiamo attenti. Stiamo pancia a terra, perchè ci mettiamo un attimo se non battiamo la Samp (squadra forte e dura, di ottimo palleggio, ben allenata e che negli ultimi due campionati sul nostro campo ha sempre pareggiato) a tornare a sentirci dire che siamo un bluff, un episodio etc. In realtà il derby l'abbiamo vinto perchè siamo figli di un progetto sano e di un lavoro vero, non è il gol cancellato dalle carte nautiche contro lo Spezia o quello uscito dalla collisione da traumatologico fra Giroud e Sanchez a fare la differenza. E' sempre il lavoro che sposta situazioni, destini ed equilibri. E il nostro è un lavoro che non è facile da comprendere in giro. Perchè questo è un calcio che ti applaude se ti indebiti, ti apprezza se strepiti a vanvera contro l'arbitro a fine partita, ti teme se ti fai valere "politicamente". E il Milan invece è l'antitesi di tutto questo mondo al quale siamo tristemente assuefatti. Fatto il sermone, giù la testa concentrati sulla Samp. Un fatto è incontrovertibile: un anno fa a febbraio eravamo pesantucci e involutelli. E anche a marzo, aprile e maggio abbiamo avuto spesso ricadute e prestazioni simili a quelle di febbraio. Un anno dopo, invece, il febbraio 2022 ci ripropone in tutt'altra luce e di tutt'altra pasta. Ma sono solo sensazioni. Quando invece contano solo i fatti, a partire da domani, contro la Sampdoria, prima tappa di un trittico ostico e insidioso. Poi le altre partite verran da sè.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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