Modric non è e non sarà mai un problema per il Milan: la vera sfida è costruire una squadra capace di esaltarlo
Da Lazio-Milan in poi è passata questa narrazione secondo la quale Luka Modric sarebbe un problema per la squadra di Ruben Amorim. Una follia, perché un campione come lui non lo sarà, al massimo può diventare una risorsa utilizzata male. Le parole di Ruben Amorim in settimana, non era una critica all'età del croato, ma una constatazione molto più semplice: per sfruttare davvero un giocatore del suo livello, bisogna metterlo a suo agio, nelle condizioni ideali. E contro il Lecce, nei minuti disputati, Modric ha ricordato ancora una volta quanto possa incidere sulla qualità della manovra del Milan. A 41 anni,
QUANDO IL MILAN GLI DÀ TEMPO E LINEE DI PASSAGGIO, MODRIC ALZA IL LIVELLO
Il punto non è chiedersi se Modric abbia anora qualcosa da dare, perché se a 41 anni ha deciso di restare al Milan è perché è convinto ne abbia ancora. La risposta quindi è evidente: sì. La qualità del primo controllo, la capacità di orientare il possesso e soprattutto la velocità con cui legge ciò che succede attorno a lui restano fuori dal comune.
Contro il Lecce il Pallone d'Oro 2018 ha gestito palloni complicati, dato ordine alla costruzione e aiutato la squadra a uscire dalla pressione spesso in situazioni anche complesse. In un Milan più equilibrato e meno lungo, il croato può diventare un acceleratore del gioco proprio perché non ha bisogno di correre più degli altri: deve pensare più velocemente degli altri, quello si.
LA VERA DOMANDA RIGUARDA IL MILAN, NON MODRIC
Il dubbio, allora, è un altro: cosa succederà quando il livello e le partite diventeranno più intense, un po' come (già) successo a Roma contro la Lazio? Se il Milan concederà campo, si spezzerà tra i reparti e costringerà Modric a rincorrere continuamente,limitandone inevitabilmente l'impatto. Se invece riuscirà a mantenere distanze corte, pressione organizzata e compagni vicini, Luka potrà essere ancora prezioso anche contro avversari di un livello superiore rispetto alla Lazio.
Amorim questo lo sa. È il primo a saperlo. Per questo la questione non è proteggere Modric per la sua età, ma costruirgli attorno una squadra che gli permetta di incidere senza snaturarlo. Perché il croato non deve adattartsi a un calcio caotico, ma mettere ordine. È quindi il Milan che deve diventare abbastanza ordinato da poter sfruttare fino in fondo un giocatore come Luka.

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