Il tempo stringe...chi tarda arriva male alloggia
È iniziato il conto alla rovescia che condurrà il Milan a fare chiarezza almeno per quanto riguarda l’identità dell’allenatore e dell’organico a sua disposizione per affrontare la stagione 2016-2017. Un’impresa che si presenta addirittura più complicata e difficile rispetto a quelle più recenti che l’hanno preceduta. Per avere le idee più chiare bisogna segnare sul calendario alcune date imminenti, fondamentali, importanti per tentare di prevedere il futuro almeno a medio termine. La settimana appena iniziata si prospetta ancora di attesa con Silvio Berlusconi ricoverato al San Raffaele dopo l’operazione al cuore mentre la trattativa con i cinesi dovrebbe consolidarsi ulteriormente aspettando il verdetto definitivo da parte del numero 1 rossonero.
DOPPIA FIRMA. Quindi il 30 giugno (ecco la prima data da sottolineare in rosso) ci potrebbero essere due firme. Una, improbabile in questa data, concerne il possibile cambio della guardia al vertice della società. L’altra, certa, riguarda il nome del nuovo allenatore. Il ballottaggio vede coinvolti Cristian Brocchi (sponsorizzatissimodal presidente Berlusconi in persona) e Marco Giampaolo che, invece, è nelle grazie dell’ad Galliani che sta cercando di farlo apprezzare anche agli investitori cinesi. Ci sarebbe un eventuale terzo incomodo con un altro nome straniero (l’olandese De Boer) che andrebbe a rivitalizzare la lista già presidiata nelle scorse settimane prima da Unai Emery e poi dal cileno Pellegrini. Peccato che, come detto, il tempo sia tiranno. In queste ultime settimane Cristian Brocchi, per espresso desiderio del presidente Berlusconi, ha iniziato a impostare la nuova stagione lavorando in perfetta sintonia con Casa Milan e il quartier generale rossonero di Milanello. Comunque vada il 30 giugno o Brocchi rinnoverà ufficialmente il suo contrattooppure ci sarà un clamoroso avvicendamento.
BERLUSCONI. Ma un’altra data da non sottovalutare è quella del 2 luglio (sabato) che è stata indicata dai luminari (i professori Zangrillo e Alfieri) come prima opzione per le sue eventuali dimissioni. I medici che hanno in cura il presidente Berlusconisono giustamente molto cauti e non hanno intenzione di accellerare i tempi di un commiato (dal San Raffaele) troppo precipitoso e poco prudente. Ma il 2 luglio sarà un limite già fuori tempo massimo rispetto alla data del 30 giugno che era stata indicata dai protagonisti della presunta vendita del Milan dopo due precedenti (15 e 20 giugno) rinvii. Questo ulteriore balzo in avanti permetterebbe al presidente Berlusconi di prendere ancora tempo per la lettura, l’analisi, l’eventuale correzione della bozza del preliminare che dovrebbe innescare ufficialmente la cessione del Milan.
SCENARI. A questo punto il margine di manovra per poter cambiare qualcosa di concreto in corsa appare davvero esiguo. Silvio Berlusconi sembra disposto a vendere la maggioranza delle quote (70 per cento) ma alle sue condizioni e con le sue modalità. A un prezzo equo, con la certezza che gli investimenti su base pluriennale dei nuovi padroni siano generosi e continui. Fra l’altro mantenendo la sua leader-ship per il bene del «suo» Milan. Con Brocchi e il suo staff in panchina per continuare l’opera di italianizzazione e di rinnovamento che nella passata stagione ha già messo radici profonde. Ma solo il 7 luglio (data del raduno) a Milanello conosceremo tutta la verità. Almeno la prima, ma sicuramente non l’unica e sola di questa stagione...

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