Il trionfo dei tifosi evoluti con i poster di Robinho e Boateng

Il trionfo dei tifosi evoluti con i poster di Robinho e Boateng MilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 12 luglio 2013, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Martedì giornali, televisioni e siti parlavano di grande entusiasmo raccontando il raduno del Milan avvenuto il giorno prima. In effetti, le decine di tifosi radunatisi a Milanello erano allegri e festanti come negli anni migliori. Non si sarebbe detto che siamo invece nell’ennesima estate non elettorale in cui la questua di qualche centravanti (per finire a Huntelaar), qualche parametro zero e qualche inciucio con Preziosi, Raiola e dintorni porti a una rosa che pure a maggio riesce a piazzarsi sul podio. E’ evidente che abbiano ragione in fondo quei tifosi lì, quelli evoluti, per cui il Milan è il Milan a prescindere, conta la maglia, il resto zero. Mercato o non mercato, lottare con il Napoli alle spalle della Juve lasciando dietro Fiorentina, Lazio, Roma, Inter è il risultato che si chiede. E’ evidente che ad oggi il mercato di Inter, Roma, Napoli non sia più scintillante di quello rossonero, pur dovendo prendere atto che la Juventus fa il vuoto e la Fiorentina si candida seriamente per un posto in Champions, con una Lazio pericolosamente sorniona. Ai non evoluti restano i ricordi del ruolo di Robinho che fu di Gullit, quello di Muntari che fu di Seedorf, quello di Nocerino che fu di Gattuso, quello di De Jong di Pirlo, quello di Boateng di Rui Costa. Ha ragione Allegri: di passato non si campa, dunque tanto vale immergersi in una realtà che in Italia lascia pur sempre spazio a qualche illusione dopo il 3° posto prodigioso dell’ultimo campionato, in Europa qualche speranza di incontrare una catapecchia ai preliminari e un girone non troppo duro a qualificazione ottenuta. Illusioni e speranze sono quello che passa il convento, insieme con quelle di un colpo di mercato a sorpresa. Possibilmente entro Natale.
I più attenti, evoluti e non evoluti, avranno notato la distonia nei pronostici che lunedì scorso hanno fatto Berlusconi (“Milan da scudetto”), Galliani (“Siamo da primi 3 posti”) e Allegri (“Lo scudetto lo rivince la Juve”). Rispecchia in fondo le contraddizioni di un mercato che ha portato numericamente Poli per Ambrosini e Flamini (ci dicono infatti che il giovane Cristante sia il vice-De Jong) e Saponara per Bojan. Soprattutto, di un mercato che ha consentito a una riserva della Juventus e della Nazionale di essere ceduto per 8 milioni (Giaccherini) e al capitano del Brasile di non essere preso nemmeno a saldo di 5,5 milioni e stipendio dimezzato dal Santos (Robinho). Viene il sospetto che il numero di gol di un centrocampista riserva bianconera e azzurra rispetto al numero di gol (1) di un attaccante titolare rossonero e verdeoro, abbia fatto la differenza. Il mercato si interessa da 2 stagioni più al Boateng fratello difensore che al moonwalker sculettato di 2 anni fa, viene il sospetto che un onesto pedatore sia preferito a un elegante, sinuoso jolly da circo. Quindi non vi è in fondo alcuna stranezza di mercato, anzi traspare un’insospettabile lungimiranza degli operatori nel non volersi accollare Robinho e Boateng, due poster destinati a rimanere appiccicati ai muri di Milanello.