Il vero problema? È che i primi a non crederci sono i milanisti... Mercato: una rosa da 40 giocatori. Leao sotto i riflettori

18.12.2020 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Il vero problema? È che i primi a non crederci sono i milanisti... Mercato: una rosa da 40 giocatori. Leao sotto i riflettori

Andrea è milanista. Il suo “Bar Franca” di Levanto è uno dei ritrovi canonici della perla ligure per le partite in tv. Nel blitz di 4 ore per salutare mia sorella Beatrice e farci gli auguri di questo Natale solitario, un caffè con lui mi riconcilia con il tifo rossonero: “Non so davvero se vinceremo qualcosa, in questa stagione”, dice Andrea. “Però questa squadra mi ha riavvicinato alla passione, mi fa soffrire, mi fa palpitare. I pareggi sono come sconfitte e quando finisce una partita, non vedo l’ora che arrivi la prossima. Dopo anni in cui non volevo neanche saperlo, quando e contro chi avremmo giocato, questa mi sembra già una grandissima vittoria”. 

Sotto sotto ci crede, che il Milan possa vincere qualcosa. Io ci credo, e basta. I rossoneri hanno perso una partita inutile delle ultime 30 (trenta), segnano ininterrottamente uno o 2 gol da mesi, sono in testa alla classifica dall’inizio e siamo a un terzo del campionato. Hanno giocato 10 delle ultime 20 partite senza Ibrahimovic senza perderne una e anzi segnando di più. Togliete Immobile o Lukaku o Dzeko o Ronaldo o Zapata o Mertens 10 partite su 11 agli avversari... Però toglietegli anche Gabbia Kjaer Hernandez Bennacer e Saelemakers. Tutti insieme.

Il problema è che ho la sensazione che ci credano in pochi, a parte Ibrahimovic. Forse Pioli e Maldini, di sicuro pochissimi tifosi. Insomma, qualsiasi altra squadra stesse facendo una cavalcata come questa, da settimane, da mesi, spingerebbe all’impazzata. Sarebbe convinta e decisa, questo penso. E con la squadra, i suoi tifosi. Dirigenti. Tifosi. Tutti. Proviamoci. 

Invece “la coperta è corta”, “manca il vice questo”, “manca il vice quello”, “mancano i vice dei vice”. Una rosa da 40 dovrebbero allestire a gennaio..., per dimostrare che ci credono Elliott, Gazidis e tutta la banda. Invece ascolto e leggo ovunque che “prima i poi finirà”, “firmerei per il quarto posto”, “sono tutti più attrezzati”, “la prossima è molto dura”. Una sconfitta in 30 partite non ha convinto nessuno, a parte Ibrahimovic e i pochi come me che vedono una squadra, un gioco, carattere, molta grinta. Certo che se ne mancano 6 alla volta diventa complicato, ma se stessero finalmente tutti bene, da gennaio?

Va beh, arrangiatevi. Io mi gusto come Andrea di Levanto una squadra che ho subito voglia di rivedere la prossima partita, dopo mezzo lustro ad arrancare. Ce la possiamo giocare con tutti, li abbiamo messi sotto tutti nel gioco e spesso nei risultati, ma se abbiamo deciso che sono comunque tutti più forti (anche se il Milan fosse sempre al completo), finirà col non crederci più nemmeno la squadra. Peccato: nello sport ogni tanto le favole si realizzano. Si vede che non è questo il caso.

Il primo a non crederci appare Leao. Non crede di essere un calciatore, di essere al Milan, di avere mezzi e doti. Passa di qui per caso, si guarda in giro, sorride. Forse aspetta che qualcuno gli spieghi qualcosa. Se comunque ogni volta dev’essere come un favore che ci fa, meglio Colombo. Tutta la vita. Peccato. E due.