Gabbia, da punto di riferimento a seconda linea. Ecco perché finora ha trovato poco spazio con Amorim

Gabbia, da punto di riferimento a seconda linea. Ecco perché finora ha trovato poco spazio con AmorimMilanNews.it
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di Manuel Del Vecchio
I motivi dietro il poco utilizzo di Gabbia in questo avvio di stagione con Amorim

Non un avvio di stagione da ricordare per Matteo Gabbia. Il vicecapitano rossonero è passato dallo status di imprescindibile ai 17 minuti giocati fin qui in stagione. I motivi possono essere diversi: la crescita di De Winter, le esigenze tattiche di Amorim e soprattutto i problemi alla caviglia che sono iniziati in estate.

L'infiammazione è stata molto insidiosa: niente di veramente serio, ma comunque un fastidio che ha impedito al centrale di allenarsi come sempre al 100%. Una problematica che andata avanti per diverse settimane e, anche se attualmente è risolta, si porta dietro degli strascichi atletici e fisici: è soprattutto per questo che fino a questo momento Gabbia è stato poco più di una comparsa nel nuovo Milan di Ruben Amorim.

La sua importanza nel gruppo rossonero è cresciuta gradualmente negli ultimi anni: dal ritorno dal prestito al Villarreal in poi è andata sempre più crescendo, fino ad arrivare ai gradi di vice-capitano e figura importante nello spogliatoio. Quest'anno ha giocato appena 17 minuti, distribuiti in due occasioni e sempre da subentrato: 14 contro il Torino, 3 contro il Venezia. Ha poi saltato la Juventus a causa del problema alla caviglia e da allora ha collezionato tre panchine consecutive tra campionato ed Europa League contro Lazio, Benfica e Lecce.

Anche la specificità del ruolo non aiuta. I centrali di difesa, per caratteristiche e necessità tattiche, ruotano meno rispetto ad altri giocatori: in quella zona del campo servono continuità, conoscenza dei meccanismi e affiatamento, elementi ancora più importanti quando cambia l'allenatore e bisogna assimilare nuovi principi. Amorim attualmente stra trovando le prime certezze affidandosi a Gila, De Winter e Pavlovic.

La situazione è cambiata anche per un'altra ragione. Il titolare al centro della difesa è diventato Koni De Winter, a cui il tecnico portoghese ha modificato la posizione in campo. Se con Allegri il belga rappresentava soprattutto un'opzione sul centrodestra, con il nuovo allenatore viene valutato come perno centrale della linea difensiva. È una scelta legata soprattutto alle caratteristiche e alle esigenze del nuovo sistema. De Winter offre determinate soluzioni in termini di mobilità e copertura della profondità, mentre Gabbia ha qualità importanti nella lettura dell'azione e nella costruzione dal basso. È evidente che al momento Amorim necessiti più della velocità dell'ex Genoa, capace di difendere anche con tanto campo dietro la linea.

Situazione cristallizzata? Tutt'altro. Da metà ottobre in poi parte un tour de force mica da ridere, fra Serie A ed Europa League. Amorim ha già anticipato a più riprese che avrà davvero bisogno di tutta la rosa: Gabbia sarà sicuramente chiamato in causa. Nel frattempo è rimasto a Milanello insieme agli altri non convocati e approfitterà di queste lunghe settimane di pausa per ritrovare forma e smalto che finora non ha avuto.