Amorim, umile quindi intelligente. Alla vigilia dell’esame di maturità. Brutto calendario. La solita sfortuna. Giorgio Furlani, addio!
“La diversificazione è il segreto di ogni successo”. Lo sanno bene gli operatori di Borsa. Ha applicato questa saggia norma anche Ruben Amorim. Dopo aver intravisto, e comunque apprezzato, la sua filosofia e le sue idee tattiche nella amichevole contro il Manchester e per 75 minuti a Torino, nella prima di campionato, il bel Milan, dal palleggio elegante, dal fraseggio preciso, dai puntuali inserimenti, è lentamente scomparso per piombare nel buio in Europa League. Poco convincenti le scelte del tecnico portoghese. Quasi a anteporre il campionato alla Coppa Europea. Quasi a dimenticare gli obblighi internazionali del brand Milan, che ha bisogno di una forte lucidata, dopo più di dieci anni di assenze o delusioni. Con una sola eccezione, nel 2023, quando il bravo Stefano Pioli ha guidato la squadra alla semifinale di Champions League, persa contro l’Inter, per l’assenza di Leao, nell’andata, e per la condizione precaria dello stesso nel secondo. Con quel tiro di Brahim Diaz a porta vuota, poi ben occupata da Onana. Una emozione che ancora ho nella mente e nel cuore.
Contro il Lecce, tutto è cambiato. A livello tattico, dopo 8 anni dalla sua prima esperienza sulla panchina del Casa Pia, Amorim è passato alla difesa a 4, in un sicuro e affidabile 4-4-2, schierando finalmente le prime linee. La risposta è stata molto positiva, sul piano della prestazione e del risultato. Luka “Luce” Modric, protetto dai... bodyguard del centrocampo, come se fosse Ben Affleck ospite della Fashion Week, è tornato a illuminare una manovra, che ha regalato spunti spettacolari. Pulisic è stato autore di un gol dallo straordinario nitore tecnico, degno delle prodezze dei più grandi fuoriclasse, ai quali “Sapore di Miele” può essere certamente accostato. La rete di Rabiot è figlia di 16 tocchi, prima del tiro del francese. Un gol che ricorda le manovre avvolgenti, stordenti, da incantatori di serpenti, delle squadre di Sacchi. Ne voglio rammentare una su tutte. Quella che ha portato alla rete di “Lupetto” Mannari in una indimenticabile Milan-Juventus, finita 4-0 per i rossoneri, dopo una infinita serie di passaggi. Un gol, quello del francese, che ha certamente la griffe della filosofia Amorimiana.
Per dare un primo giudizio probante sulle virtù o sui difetti dell’allenatore portoghese si dovrà comunque attendere il tremendo periodo che vede il Milan, dopo la sosta, giocare nove partite, dall’11 ottobre all’8 novembre, con quattro partite in trasferta su cinque. Unica squadra italiana a disputare, nelle Coppe, due partite consecutive fuori casa. Abbiamo una sfortuna insopportabile per quanto riguarda i calendari!
Intanto è giusto applaudire una squadra nuova con un nuovo tecnico straniero per aver raggiunto gli undici punti, da imbattuto, nonostante le tre trasferte su quattro all’inizio del campionato. Bravo dunque il Milan a non lasciarsi staccare in questa partenza da brividi. Ruben Amorim poi deve confermare, anche nel Milan, lo splendido cammino già percorso, in Europa League, alla guida del Manchester.
Il vero esame però riguarda la gestione dei due impegni, la rotazione, la scelta dei giocatori più adatti o più in forma. Insomma, un esame di maturità per l’allenatore milanista, che ha già sorpreso tutti con qualche scelta discussa in questo inizio di stagione. Con la speranza che Gonzalo Ramos, generoso nella corsa, puntuale e morbido negli appoggi, geniale come Kurt Gödel nel no look a Rabiot domenica scorsa, cominci a tirare, sbagliare, mirare, realizzare. Insomma, da vero terminale uomo del Milan 2026-2027.
Oggi intanto è diventata ufficiale l’uscita dal CDA rossonero di Giorgio Furlani. Finisce così la controversa avventura di un dirigente, che aveva cominciato bene il suo lavoro, quando, dagli uffici Elliott di Londra, amministrava la cassa, confrontandosi con Ivan Gazidis, Paolo Maldini e Ricky Massara. Uno staff che ha portato il Milan a vincere lo Scudetto numero 19 e a diventare protagonista in Champions League. Poi, da amministratore delegato, ha guidato il Club nei tre anni più brutti, tristi e amari della sua storia, con accadimenti che mai sono avvenuti nella lunga storia del Milan. Culminati con la mancata qualificazione in Champions League di un Club, divorato da tensioni e faide interne, che hanno travolto Allegri, che hanno devastato i tifosi del nostro caro, vecchio Milan!

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

