Io sto con Gigio, nonostante tutto
Il roboante e fragoroso “chissenefrega" di alcuni lettori in risposta al titolo provocatorio del mio editoriale lo metto in conto, ma perchè rinunciare al piacere di esprimere anch’io un pensiero in proposito dopo aver dovuto ingurgitare a forza quello di milioni di opinionisti e addetti ai lavori, più o meno autorevoli, interpellati sull’ormai stucchevole vicenda Donnarumma?
Partiamo dai tifosi e dalla legittima contestazione generale. Per come ci erano state raccontate le cose all’inizio della sconcertante settimana che fila via verso la conclusione, era prevedibile una reazione del genere da parte del già troppo sollecitato popolo milanista. Come si fa a non insorgere come hanno fatto i tifosi del Milan nell’apprendere quell'affare della causa contro la società? Come si fa a non chiedere la cessione immediata del portiere di fronte alla storiaccia della firma estorta con violenza e contro la sua volontà?
L'atteggiamento di Donnarumma nel corso di Milan-Verona però doveva farci capire che forse non tutto era come ci era stato dipinto. Il giovane estremo difensore rossonero ha scosso la testa, digrignato i denti, stretto i pugni, poi alla fine ha pianto. Segnale inequivocabile di una sofferenza interiore di chi sa di essere vittima di qualcosa o qualcuno al di sopra di sè.
E qui veniamo alle dolenti note, che guarda caso assumono spesso e volentieri le sembianze paffutelle e rotondette di uno dei procuratori più potenti al mondo. La sensazione è che Mino Raiola stia cercando di minare alle fondamenta la solidità della nuova dirigenza rossonera creando una spaccatura evidente tra l’amministratore delegato Marco Fassone e il suo braccio destro, il direttore dell’area tecnica Massimiliano Mirabelli. Un sospetto cresciuto in maniera esponenziale dopo aver letto il comunicato “chiarificatore" inviato alla Gazzetta.
Innanzitutto una piccolo e doveroso omaggio all’ardimento del potente procuratore italo-olandese, perchè ci vuole sprezzo del pericolo e una consistente dose di impudenza per arrivare a dichiarare «Non voglio fare del caso Donnarumma un circo mediatico e soprattutto non voglio che venga fatto sulla pelle di Gigio». Ma come, proprio lui che da circa sei mesi ha infilato il diciottenne portiere rossonero in un frullatore dal quale il giovane fenomeno di Castellammare di Stabia sta faticosamente provando ad uscire, adesso dice che non vuole esporre il suo assistito alle polemiche? Ci vuole davvero un bel coraggio per arrivare a sostenere una tesi tanto assurda quanto urticante. Se Raiola si preoccupasse davvero del benessere di Donnarumma (non solo quello economico, perchè da quel punto di vista nulla da dire), oggi il Milan e la Nazionale italiana potrebbero contare su un portiere sicuro ed affidabile, anzichè su un ragazzino spaesato in balia della tempesta e del legittimo furore dei tifosi.
Per quanto riguarda Gigio, mi fido ancora una volta delle parole di Rino Gattuso. Il baby fenomeno rossonero, oltre ad essere un professionista irreprensibile, è innamorato dei colori rossoneri e non sarà certo lui a spingere per lasciare il Milan. D’altro canto però c’è un rapporto consolidato da anni con il clan Raiola (soprattutto con Enzo che segue Gigio fin da bambino) e con un procuratore che ha garantito a lui e al fratello un accordo pluriennale da 7 milioni netti a stagione (6+1). Anche volendo, pare oggettivamente difficile cancellare tutto con un colpo di spugna.
Ecco perchè ad oggi (magari domani potrebbero nuovamente cambiare gli scenari) la sensazione è che Donnarumma saluterà la comitiva, al più tardi a giugno. Un po’ perchè Raiola spinge per portarlo via e riscuotere finalmente i ricchi dividendi attesi dall’investimento fatto su Gigio tanti anni fa, un po’ per esigenze di bilancio in Casa Milan.
Insomma evitiamo di affezionarci troppo a quello che diventerà senza dubbio il più forte portiere del mondo, ma cerchiamo almeno di non fischiarlo o insultarlo. Fin quando resta a Milanello Donnarumma è un patrimonio dell’Ac Milan. Anche solo per questo merita tutto il nostro incoraggiamento.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

