La fiducia nel grande colpo e le mode di Darmian e Ochoa

La fiducia nel grande colpo e le mode di Darmian e OchoaMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 20 giugno 2014, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Dai, per una volta siamo ottimisti e crediamoci.

Crediamo davvero al fatto che (a parte Matri a 12 dopo il no a Tevez a 11 e le liquidazioni ad Allegri e Seedorf), dopo non aver speso un altro mezzo euro né dopo le cessioni di Ibra e Thiago, né dopo il risparmio sui superingaggi al capolinea di Ronaldinho, Pirlo, Zambrotta, Nesta, Gattuso, Pirlo, Ambrosini, Seedorf, Pato, Inzaghi, né tantomeno dopo il premio e i soldi della miracolosa Champions conquistata un anno fa, questo sia l’anno buono per una sia pur piccola svolta. Siamo ottimisti, dai: pensiamo che l’arrivo di Menez preveda (evidentemente) lo sfoltimento di un reparto che al momento conta Birsa, Saponara, Robinho, Honda, Kakà, El Shaarawy, Balotelli, Pazzini, Matri, forse Taarabt e all’occorrenza Poli. Siamo ottimisti e pensiamo che se davvero dovessero riuscire le cessioni di De Sciglio e Balotelli, gli obiettivi diventino poi realmente Mandukic o Iturbe e non rimangano Ranking e Brand. Viviamo anche noi un giorno da violinisti menestrelli e festeggiamo con un robusto happy-hour a oltranza con buffet di sushi e sashimi nipponici, il rinnovo a Muntari che, in scadenza nel 2015, ci stava togliendo il sonno. Siamo ottimisti e pensiamo che davvero qualcosa verrà speso per dare a Inzaghi una squadra decente. Non merita di essere buttato a mare come l’uomo nero. C’è sempre tempo, eventualmente, per svegliarsi e accorgersi di avere sognato. Una volta di più. Dai.

Dopo una partita, una soltanto, di Italia e Messico al Mondiale brasiliano, sono iniziate le celebrazioni del terzino azzurro Darmian e del portiere tricolore Ochoa. Fenomeni straordinari, talenti incredibili, rimpianti assoluti per il Milan che aveva il difensore granata e se lo è fatto scappare, e poi ha preso Agazzi invece di Ochoa che è disoccupato e a parametro zero. Mah. Consentiteci di scuotere il capo per qualche delirio dei caldi esagerati di questo inizio estate. La crescita di Darmian è stata lunga e strutturata, è andato via dal Milan 5 anni fa girando da Padova a Palermo fino a Torino. Ha disputato un’ottima stagione, l’ultima, con Ventura che lo ha schierato anche alto a centrocampo, poi ha giocato una splendida partita con l’Inghilterra. Una partita. Al posto di Abate cresciuto nel Milan e di De Sciglio (acciaccato) cresciuto nel Milan. Sbattere la testa al muro ora per Darmian, con tutta la simpatia, l’affetto e la stima che nutriamo per questo eccezionale educatissimo ragazzo, è anacronistico. Quanto a Guillermo Ochoa, negli ultimi 10 anni ha collezionato 211 presenze con la squadra di club dell’America, subendo 267 gol, 112 con l’Ajaccio – avesse detto il Real Madrid – subendo 180 gol. Totale 333 presenze e 447 gol subiti. E ora è, appunto, disoccupato salvo giocare in Nazionale al posto di Corona non in formissima. Se andate indietro nel tempo nella storia dei Mondiali di calcio troverete decine di “favole” come quella di Ochoa. Iniziate e concluse a lieto fine nell’arco di quelle pochissime settimane. Ma di che stiamo a parlare? Vero che ormai si è tutti mentalmente allenati ai parametri zero e ai molti zeri a parametro, però anche ai rimpianti c’è un limite. Dai.

A proposito di Mondiali, molto probabilmente non siamo obiettivi con Federico Buffa (grande cuore rossonero) che è un caro amico da 20 anni e col quale ci sentiamo e ci vediamo appena i nostri impegni lo consentono, però siamo stati felicissimi dell’sms per il suo programma sui Mondiali e soprattutto per il suo ruolo di opinionista ora a Sky. L’esperienza aiuta le persone intelligenti e preparate come lui che ha saputo accettare nel tempo critiche aspre e consigli con la medesima umiltà. Diventando così un grande anche parlando di calcio, dopo aver costituito con Flavio Tranquillo – a nostro avviso – la miglior coppia di telecronisti di sempre.