La settimana quasi perfetta del Milan. Allegri batte Strama senza dubbi. Punte calde: El Shaa-2018, ci siamo. Riscatto Bojan: le ultime. Primavera: forza ragazzi
Una settimana quasi perfetta per il Milan. Dico quasi perché il pareggio nel derby ha lasciato davvero tanto amaro in bocca per come è arrivato e per chi ha segnato. Per 70 minuti il Milan ha fatto capire all’Inter come si gioca a calcio. Non un calcio alla catalana ma un calcio semplice ed efficace con movimenti sincronizzati quasi alla perfezione. Allegri batte Stramaccioni perché il gol di Schelotto è quell’episodio che ti punisce quando non riesci a chiudere una partita che hai condotto per grandi tratti senza mai soffrire. Handanovic salva almeno tre volte l’Inter mentre di Abbiati si ricorda solo il miracolo su Guarin. E’ un Milan che sta bene a livello fisico e mentale anche se, forse, nel finale, la stanchezza post Barcellona si è fatta sentire. Peccato davvero perché il pareggio neroazzurro arriva sull’unica disattenzione di Mexes che non segue Schelotto che è bravo a girare di testa il cross che gli arriva da sinistra.
Ma, ribadisco, a me il Milan è piaciuto e adesso diventa fondamentale il big match di sabato prossimo contro la Lazio sempre a San Siro. E’ tempo di vincere uno scontro diretto anche perché il terzo posto passa da li. Ma per farlo bisogna concretizzare maggiormente le occasioni create, soprattutto quando la squadra si estende in velocità. Un plauso, per questo Milan che corre fino al 90, va fatto anche a Simone Folletti che ha preparato benissimo la squadra nella fase di richiamo della preparazione e adesso bisogna continuare così anche perché questo è un pareggio che comunque deve dare morale e una convinzione: il Milan è più forte dell’Inter e può arrivare terzo.
Il Barcellona è stata la chiave di volta di questa squadra dal punto di vista mentale. Mai, nell’arco della stagione, il Milan aveva avuto una tale forza mentale e la partita con i catalani ha dimostrato che quando un gruppo non è un’accozzaglia di giocatori ma una squadra, ecco che riescono anche delle imprese sportive che nessuno pensava fossero possibili. Il merito va a Massimiliano Allegri. Io, nel periodo critico, non ho esitato a criticarlo ma mi sono ricreduto quando ho potuto vedere con i miei occhi che, effettivamente, il gruppo era con lui. E lui è rientrato nel gruppo prendendone la leadership e imponendo le sue idee che, alla fine, hanno prodotto l’imbattibilità, nell’arco dei 90 minuti, che il Milan ha nel 2013. Montolivo nel cuore del centrocampo è la chiave di volta del gioco rossonero e la sua nuova posizione ha sicuramente messo a disposizione della squadra geometria, intelligente tattica e grande carisma. E’ una grande rivincita anche per lui che da Firenze veniva indicato come bollito e invece si è preso sulle spalle il Milan e lo sta guidando con sapienza e maestria.
Parentesi di mercato. Le situazioni calde sono due e riguardano due attaccanti ovvero Stephan El Shaarawy e Bojan Krkic. Per il Faraone è quasi tutto fatto per il rinnovo del contratto. Ci sono gli accordi sulle cifre (supererà i due milioni d’ingaggio) e si limano i bonus. Galliani sa bene come gestire queste situazioni e sa bene che ricoprire di soldi adesso Stephan potrebbe essere controproducente. Le parti sono serene e la firma può arrivare in qualsiasi momento. E’ solo una formalità. Per quel che riguarda Bojan, possiamo dire che è ufficialmente partita la missione riscatto. Il Barcellona ha fissato in 14 milioni di euro il prezzo del riscatto, Galliani è partito all’assalto di Rosell nel pranzo pre Milan-Barcellona proponendo un riscatto a 9-10 milioni. Le parti si aggiorneranno ma la porta dal Barça è aperta a questa soluzione.
Infine un pensiero alla Primavera. Oggi si gioca la storia. La squadra di Dolcetti affronta l’Anderlecht 12 anni dopo l’ultima vittoria dei rossoneri. Dico solo forza ragazzi…

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