Mercato immobile e scenario futuro condizionati dalla superliquidazione

Mercato immobile e scenario futuro  condizionati dalla superliquidazione MilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
venerdì 10 gennaio 2014, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

In condizioni normali ci sarebbe stato un bell’argomento calcistico da approfondire: la possibilità che il Milan di Cristante e Kakà potesse vincere 2 partite di fila all’inizio del nuovo anno. Le consuete lacune di formazione, gioco, organizzazione, idee, tenuta fisica e schemi emersi con l’Atalanta, sottolineate dai fischi sonori dei 20.000 intimi di San Siro sono state occultate dalle magie della coppia dell’allievo e maestro, con ottime chance di essere replicate contro il Sassuolo.

Purtroppo però la faida sommersa tra la famiglia Berlusconi e Adriano Galliani prosegue nuotando a filo d’acqua. La cena di Arcore a fine novembre ha creato una frattura incolmabile causa differenza tra richiesta (oltre 300 milioni) e offerta (la metà) relativamente alla liquidazione dell’amministratore delegato, confermando l’inattendibilità delle indiscrezioni che parlavano di “soli” 50 milioni per un dirigente da 27 anni al timone di un club che ha vinto scudetti, Champions, Mondiali e Supercoppe a mitraglia, anzi accreditando la stima che “Il Sole 24 ore” nella primavera del 2012 aveva quantificato in circa 130 milioni. L’incompatibilità delle cifre ha finito col rafforzare la posizione di Galliani, sia pure ufficialmente dimezzata la sua carica, costringendo Barbara a una momentanea retromarcia con relativo parcheggio in attesa degli eventi.

Da qui il rinnovato veto all’ingresso di Paolo Maldini in società e ai “volti nuovi” graditi alla figlia del Presidente, tipo Demetrio Albertini e Sean Sogliano. Da qui il congelamento di portavoce più o meno accreditati e di portaborse più o meno screditati. Da qui l’ennesimo triste teatrino di mercato con le speranze disattese di nomi decenti come quelli di Nainggolan e D’Ambrosio regolarmente destinati ad altre mete, per soluzioni affatto necessarie come Honda che si va a sovrapporre a un ruolo stracoperto con Kakà, Saponara e volendo gli stessi “moci Vileda”, Birsa e Robinho, nuovi recenti pupilli della conduzione tecnica al pari di Nocerino per Poli e Mexes per Bonera o lo stesso Robinho (appunto) per il decoroso Saponara del derby. Aspettarsi “colpi” a sorpresa in questo scenario di gennaio 2014 appare quantomeno anacronistico. Di centrocampisti e difensori di livello, spessore e qualità che servirebbero come il pane, nemmeno l’ombra.

La vita del Milan si sta riducendo a uno scambio di ripicche e dispettucci tra la proprietà da una parte e Galliani dall’altra, in attesa di un difficile accordo che comprende un’infinità di sfaccettature oltre a quella nuda e cruda dei quattrini. I tifosi ne hanno ormai la chiarissima percezione e quindi ora a San Siro si contano più fischi che spettatori, segno inequivocabile che il tempo delle balle mediatiche – almeno quello – appare inesorabilmente al capolinea.