Milan-Genoa serve a capire se il divorzio Gazidis-Boban ha lasciato delle conseguenze in Ibra e compagni. Elliott manda apprezzamenti al lavoro di Pioli

Milan-Genoa serve a capire se il divorzio Gazidis-Boban ha lasciato delle conseguenze in Ibra e compagni. Elliott manda apprezzamenti al lavoro di PioliMilanNews.it
giovedì 5 marzo 2020, 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Domenica prossima, all’ora di pranzo, con Milan-Genoa a porte chiuse, assisteremo alla prova del …nove. Capiremo cioè quali danni e quali reazioni ha provocato lo strappo Gazidis-Boban su Ibra e i suoi seguaci, sullo stesso Pioli che finora si è comportato con un senso del dovere da sottolineare. Perché si possono leggere cento chiavi di lettura su chi ha sbagliato la prima mossa e su chi è andato oltre il proprio ruolo, ma addetti ai lavori e tifosi sono pronti a firmare stroncature polemiche qualora il corto circuito registrato in società dovesse interrompere quel periodo virtuoso intrapreso dal Milan squadra nelle precedenti settimane. Da Londra, residenza della famiglia Singer, sono arrivati, nelle ultime ore, più di un apprezzamento per il lavoro del tecnico e questo messaggio in codice è stato interpretato come la conferma del fatto che non tutto è stato deciso a proposito della prossima stagione. Anzi che nel caso di una classifica molto più dignitosa dell’attuale, addirittura si potrebbe pensare a una riconferma del tecnico di Parma. 

Naturalmente tutto ciò non allontanerebbe Ralf Rangnick da Milanello perché, come è stato segnalato da qualche esponente di casa Milan, il tedesco è anche ds e quindi potrebbe assumere l’incarico di general manager o di responsabile dell’area tecnica. A proposito di Boban ho sentito e letto molti interventi. Dicono: ha un brutto carattere. Vero, ma come sosteneva Indro Montanelli chi ha un brutto carattere vuol dire che ha un carattere. Non solo. Boban è stato così anche da ragazzo quando affrontava i poliziotti serbi oltre che da maturo dirigente della Fifa. Pensare di poterlo addomesticare piegandolo ai voleri della proprietà senza discutere, è stato un errore da principiante all’atto della sua assunzione. È vero che rilasciare l’intervista con cui ha attaccato il capo azienda, Gazidis, è stato considerato un atto d’insubordinazione ma nel calcio, specie in quello italiano, non è la prima volta e spesso dai contrasti sono spuntatefuori sintesi utili. Fondamentale è la stima dell’altrui valore. Nelle poche occasioni in cui c’è stato bisogno di dimostrare il suo spessore, umano e professionale, Boban non ha mai sbagliato un solo un passaggio. Si è dimostrato il più strutturato perciò nei panni di Elliott invece di considerare quell’intervista un attentato al ruolo di Gazidis, avrei provato a ricucire il rapporto per il bene del Milan. 

A questo ragionamento si aggiunge una nota sull’ultimo battibecco tra Mirabelli e Maldini. L’ex ds dell’era cinese che ha portato a Milanello una squadra di nuovi acquisti da cui non è uscito uno solo degno del futuro rossonero, ha continuato a ripetere critiche feroci al suo successore. Una precisazione: il Milan ha sfiorato la Champions con Gattuso allenatore ma nella stagione di Leonardo e Maldini alla guida dell’area tecnica. La replica di Maldini, seccato da questi continui “sfottò”, è stata elegante. Un consiglio mi sento di darlo a Mirabelli: se vuole tornare a lavorare nel calcio italiano (e finora nessuno l’ha ancora messo sotto contratto) dovrà smetterla di occuparsi del suo ex datore di lavoro.