Milan, segnali di vero Bonucci. Il calendario post Napoli può aiutare, ma il problema resta l’attacco
La corsa mano nella mano dei giocatori del Milan verso la Curva rossonera al Mapei Stadium è l’ultima immagine che abbiamo impressa in mente delle dodici cartoline del campionato. Il bilancio di questo scorcio di stagione non è positivo, la classifica dice solo 19 punti con 5 partite perse, una pareggiata e sei vinte, ma il successo contro il Sassuolo potrebbe rappresentare un punto di svolta della stagione. In primis è stato il match che ha regalato a Monella due settimane di serenità in attesa della ripresa del campionato, poi ha consacrato Suso come leader tecnico del gruppo, uno dei pochi a fare quasi sempre la differenza.
Un Milan che probabilmente ha ritrovato anche Leonardo Bonucci, con due mesi di ritardo. Il capitano rossonero è stato schiacciato dal peso delle responsabilità, troppe attese, pressione mediatica eccessiva che però è stata creata anche dal club stesso con frasi di grande investitura, con la convinzione che Bonucci avesse la bacchetta magica per risolvere tutti i problemi. C’è stato un periodo di adattamento difficile, Bonucci ha toccato il fondo con la squalifica dopo la gomitata a Rosi, e in quelle due giornate di stop ha avuto la capacità di rigenerarsi, capire dove stava sbagliando e ricominciare. Contro il Sassuolo la sua miglior gara da quando veste rossonero, sperando per il Milan che sia l’inizio della risalita. Anche perché Bonucci è stato uno degli acquisti più importanti dell’estate, il difensore più pagato in serie A e per questo tutti si aspettano che possa realmente spostare gli equilibri.
In generale il bilancio del Milan fino ad ora non è positivo, il ritardo accumulato in classifica è molto ampio e dopo la sosta per le nazionali ci sarà la durissima sfida contro la capolista Napoli. Sarà difficile fare punti al San Paolo, ma dopo lo scoglio partenopeo il Milan avrà un calendario relativamente semplice, importante per produrre un filotto di risultati positivi che possa almeno accorciare le distanze con le candidate alle prime posizioni. Dopo il Napoli il Milan dovrà vedersela con Torino, Benevento, Bologna, Hellas, Atalanta e Fiorentina, il 2017 si chiuderà proprio con la trasferta toscana. Sarebbe quantomeno doveroso per il Milan dimostrare finalmente il valore di questa squadra con 4-5 vittorie di fila.
Ma ciò che preoccupa è l’attacco, questo Milan segna troppo poco. E’ davvero impressionante notare che tra Kalinic, Cutrone e Silva il Milan abbia messo a segno solo 3 gol in 12 partite, addirittura il portoghese non ha ancora timbrato in serie A. Montella infatti ha da tempo deciso le gerarchie: il croato è il titolare in campionato, mentre Silva in Europa League, ma entrambi stanno avendo notevoli difficoltà a segnare. Al Milan se non si accende Suso (cinque gol e tre assist in campionato), fa veramente fatica a buttarla dentro. Manca un vero bomber, come invece Juve, Napoli, Lazio, Roma e Inter hanno in rosa, e questo fa tutta la differenza del mondo. Il Milan nell’arco di novanta minuti si accende a sprazzi, poi il resto della gara è un insieme di errori, idee confuse e possesso palla sterile che non porta a nulla. Montella deve cercare di trovare una soluzione perché la mancanza di gol è un dato drammatico per una squadra che ha già un ritardo notevole con le altre e dovrà scalare la classifica con andamento costante, senza perdere ulteriore terreno.

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