Ogni volta siamo sempre punto e a capo

Ogni volta siamo sempre punto e a capoMilanNews.it
© foto di Pietro Mazzara
lunedì 4 aprile 2016, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

La sintesi fatta da Sinisa Mihajlovic al termine della partita contro l’Atalanta è la fedele riproduzione di quello che è il Milan oggi: una squadra molle, probabilmente senza grossi attributi. Non è possibile credere che questa squadra abbia già tirato i remi in barca e he dopo essere passata in vantaggio dopo soli cinque minuti, abbia un’autonomia mentale di altri 20. Perché a Bergamo è successo esattamente quello che era capitato con il Sassuolo, con la sola eccezione di essere stati in grado di sbloccare la partita. Poi, però, il buio più totale che ha permesso all’Atalanta di prendere il sopravvento nel gioco e nel ritmo della partita che, salvo pochi singoli, era diventato insostenibile per quasi tutta la squadra. Fa bene l’allenatore, con l’appoggio della società, a mandare tutti in ritiro ad oltranza (cosa mai accaduta nella gestione Berlusconi) perché, probabilmente, è arrivato il momento che i giocatori capiscano cosa voglia dire indossare la maglia del Milan. Ad oggi, l’unico che ha messo tutto quello che aveva in campo è stato Ignazio Abate, che è uscito stremato e, se lo conosciamo, con un’incazzatura a livelli stratosferici.

Vedremo se questo ritiro punitivo porterà a qualcosa di utile anche perché il rischio di fare una brutta figura sabato sera, a San Siro, contro la Juventus è molto, ma molto elevato se questa sarà l’attitudine generale. Contro la squadra di Allegri, che cercherà di mettere ulteriore distacco tra sé e il Napoli, non potranno e non dovranno accadere le cose che si sono viste a Bergamo e che ricordano, maledettamente, il Milan di inizio stagione e quello che è sceso in campo anche a metà novembre, senza andare a scomodare lo scempio dello scorso anno, anche se il filo conduttore è, purtroppo, lo stesso. Puntare il dito sui singoli giocatori non è corretto, perché per quello c’è una società e un allenatore che sono deputati a farlo, ma è altrettanto vero che c’è bisogno di un fronte comune, tra le due componenti appena citate, per far si che questo ritiro produca qualche effetto.

Intanto il Sassuolo è arrivato ad un solo punto di distacco in classifica e ha già acceso la freccia per effettuare il sorpasso per il sesto posto. Nelle prossime sette giornate, gli emiliani hanno un calendario alla portata mentre il Milan dovrà giocare contro Juventus, Roma e altre squadre che hanno ancora qualcosa da chiedere al campionato. Mihajlovic ha detto che bisogna continuare a guardare davanti, ma anche iniziare a guardarsi indietro. Forse è il caso di stare concentrati su chi si fa vedere negli specchietti retrovisori piuttosto che sperare di arrivare vicino a chi ti precede. È la classifica a dirlo.