Ok, il piano di mercato è quello giusto. Ma non serve solo un bomber da 20 gol

Ok, il piano di mercato è quello giusto. Ma non serve solo un bomber da 20 golMilanNews.it
giovedì 3 maggio 2018, 00:00Editoriale
di Franco Ordine

A trent’anni giusti dal 1 maggio 1988, giorno epico che segnò la nascita della stella calcistica chiamata Milan, si consumano molti paragoni non pertinenti. Partiamo da una premessa: quel calcio, quell’epoca, non ci saranno mai più. Allora Silvio Berlusconi entrò nel calcio, lo rivoluzionò, guidò il club alla conquista di scudetti e coppe di ogni tipo e divenne un riferimento per i rivali dell’epoca. Uno in particolare ne patì sensibilmente l’avvento: il Real Madrid. E non solo perché in un paio di sfide fu sconfitto in modo clamoroso ma perché il pubblico del Bernabeu riconobbe nel calcio di Arrigo e dei suoi allievi il mondo nuovo che stava per spuntare sui prati verdi d’Italia e dell’Europa. Il famoso 3a 2 su Maradona del 1 maggio 1988, di recente rievocato da Adriano Galliani con un suggestivo filmato spedito via whatsapp ai protagonisti del suggestivo sorpasso su Maradona, fu preparato e scandito da una stagione di grandi tormenti e di clamorosi flop. Il primo anno, con Liedholm in panchina, e cinque acquisti nuovi di zecca (Galli e Massaro, Donadoni, Bonetti e Galderisi), non fu premiato né da risultati all’altezza e ancor meno da un gioco brillante. Nils fu costretto addirittura a farsi da parte cedendo la panchina a Fabio Capello che nell’ultima parte di stagione riuscì a raggiungere lo spareggio di Torino contro la Samp per ottenere un posto in Uefa (gol di Massaro ai supplementari).

Rievocare la tormentata preparazione del trentennio berlusconiano può servire al Milan cinese di oggi per cogliere qualche opportuno insegnamento. Dopo la rivoluzione dell’estate scorsa, puntellare la squadra e renderla meno esposta agli alti e bassi della gioventù, può essere la strada giusta da percorrere. Così come l’idea, confessata da Fassone dopo l’ultima assemblea, di mettere sotto contratto due-tre giocatori di valore, dotati della sufficiente esperienza può rappresentare il giusto mix per far salire la cifra tecnica del prossimo team.Basterà? Ecco il nodo da sciogliere. Più importanti e decisivi degli acquisti e dei ritocchi al gruppo saranno invece i due appuntamenti che riguardano l’azionista e il club, uno in Svizzera, l’altro a ottobre in vista della scadenza del debito con Elliott. Certo avere un centravanti da doppia cifra di gol è indispensabile ma anche dotarsi di un futuro meno precario è diventato vitale.