Più rispetto per il Milan
Ci hanno tolto la possibilità di vincere, e chissà per quanto tempo ancora. Ci hanno tolto persino la possibilità di competere, a livelli accettabili. Ci stanno togliendo anche quel poco che rimaneva del Milan. Ma almeno la possibilità di protestare (civilmente s'intende) è rimasta. E' chiaro che la nostra critica a un colosso come Elliott farà il solletico, ma è giusto non scadere nella rassegnazione ed esprimere il proprio disappunto, se c'è. Soprattutto quando è forte. Hanno provato a rifilarci una storia da libro cuore, ci hanno detto che senza di loro il Milan sarebbe fallito e ripartito dalla Serie D: falso. C'erano altri acquirenti pronti a rilevare il club (vedi Commisso), ma il Fondo ha preferito aspettare e ricavare un domani una plusvalenza notevole. Hanno promesso amore e rispetto per i tifosi del Milan e per la storia di questo club: ma il risultato di questo presunto rispetto è che chi ha i colori rossoneri nel cuore oggi è smarrito, senza riferimenti e soprattutto senza prospettive per il futuro. La Proprietà è lontana e silente, il suo massimo esponente in Società quasi. Sembra proprio mancare un senso di responsabilità verso la storia di questo club, lasciato a galleggiare nella mediocrità. Siamo di fronte all'ennesima rivoluzione: dirigenti che saltano e allenatori che verranno cambiati. Copione che ormai conosciamo a memoria, così come le voci destabilizzanti e incontrollate proprio nel bel mezzo della stagione. Non esser riusciti a 'nascondere' Rangnick fino a giugno è un errore imperdonabile.
Si ripartirà così dall'ennesimo anno zero, i cui volti questa volta saranno ancora meno rassicuranti degli ultimi. Gazidis, un dirigente i cui effetti positivi sul club dopo un anno e mezzo non s'intravedono nemmeno, non pervenuti, come le dichiarazioni in italiano (rinuncia all'unica cosa che potrebbe renderlo minimamente 'famigliare' agli occhi dei tifosi). E Rangnick, un dirigente-allenatore tedesco che in passato si è dimesso causa esaurimento nervoso dallo Schalke-04 (non esattamente il Real Madrid): massima solidarietà per il brutto problema (fortunatamente risolto), ma qualche dubbio sul profilo sorge spontaneo, visto che il Milan è diventato un ambiente parecchio complicato. Dei rischi a livello tecnico abbiamo già scritto nelle scorse puntate. E' giusto che anche gli addetti ai lavori facciano delle domande e diano voce a chi non può farsi sentire come vorrebbe. Se non avete interessi sportivi, perché non cedete? Forse perché non ci sono ancora reali acquirenti? Ok, ma almeno abbassate le pretese economiche: accontentatevi (si fa per dire) senza chiedere la luna. Altrimenti la cessione avrà sempre i contorni della chimera. #Elliottout è uno slogan, non è presunzione di cambiare le cose, ma è semplicemente una forma di protesta. Significa pretendere che il Milan abbia più rispetto, perché il Milan è una cosa seria. Significa sperare che il Fondo acceleri l'uscita. Speranza che, nel mio piccolo, dilaga nella chat di whatsapp 'Go Milan Go' dei tanti amici rossoneri, protesta che è vivace sul mio nuovo canale Youtube 'Milan Hello', nel popolo di QSVS e ora anche qui. La critica non toglietecela. Questo ci è rimasto...
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


