Quattro tasselli per diventare grandi: ecco da dove arriveranno i soldi per il mercato
Domanda: ma solo a me ha dato fastidio leggere commenti e analisi su un Milan “saggio” all’indomani del derby, per la cronaca pareggiato solo grazie alla scelleratezza sotto porta di Icardi? Erano i rossoneri, non i nerazzurri, ad aver bisogno a tutti i costi dei 3 punti per tentare una complicata ma non impossibile rincorsa ad un posto Champions. Eppure è stato accolto con rassegnata soddisfazione uno 0-0 che ha smosso ben poco la classifica e che ha steso sul tavolo un interrogativo che troverà una risposta solo domenica sera alle 22.45, al termine di Milan-Sassuolo: la partita giocata in maniera così remissiva contro l’Inter è frutto di una scelta tattica di Gattuso oppure di un preoccupante calo di tensione/crollo di energie fisiche e mentali dei ragazzi? Parziale conferma in tal senso è già arrivata dall’allenatore calabrese quando ha ammesso che alcuni dei suoi calciatori sono stanchi dopo il gran lavoro degli ultimi tre mesi. Il problema è capire quanto stanchi, perchè se il Milan attuale non è in grado di produrre un forcing significativo nella mezz’ora finale del derby più importante degli ultimi anni, quello che avrebbe potuto rilanciare il Milan nella lotta Champions, ce la farà a recuperare in fretta le energie per il rush finale di questa lunga ed estenuante stagione? L’augurio è che mister Gattuso riesca a trovare le parole giuste per stimolare a dovere i suoi, altrimenti la strepitosa rincorsa di inizio 2018 rischia di restare vana e nessuno al Milan si augura una cosa del genere.
In via Aldo Rossi comunque c’è ancora tanto da lavorare. Ed era francamente impensabile che non fosse così dopo un quinquennio in cui la premiata ditta Berlusconi-Galliani ha fatto di tutto per seppellire sotto una spessa coltre di polvere la ricchissima sala trofei di Casa Milan, arricchita in oltre vent’anni di eccellente berlusconismo. Bonucci, bacchettato pubblicamente da Gattuso, ha azzardato una richiesta che ha una sua logica: acquistare giocatori abituati a giocare in Europa, con larga esperienza internazionale, capaci di alzare anche il livello degli allenamenti. Per capirci, ok i vari Strinic, Reina e forse il coreano Ki, ma al Milan occorre ben altra iniezione di energia e carisma. Innanzitutto in mezzo al campo dove c’è bisogno di una mezzala di qualità, capace di giocare di prima come Bonaventura non sembra portato a fare. Sarà la stanchezza accumulata in stagione, sarà l’indole del possesso palla che tanto gratifica l’ex atalantino, ma il buon Jack, rivelatosi prezioso negli anni bui appena passati, ora sta segnando il passo. E da più di qualche partita.
Non di meno serve un investimento importante nel settore degli attaccanti di fascia. Calhanoglu e Suso rappresentano garanzie importanti, ma dietro di loro il vuoto pneumatico. Senza contare che sullo spagnolo del Milan pende come una spada di Damocle la clausola rescissoria di 40 milioni che probabilmente porterà all’addio di Jesus (ma di questo parleremo più avanti). A quel punto di attaccanti esterni di qualità e spessore ne serviranno due. Così come appare sempre più evidente la necessità di intervenire sulla fascia sinistra dove il buon Ricardo Rodriguez, troppo timido e francamente modesto dal punto di vista della personalità, non può rappresentare una solida base per un futuro roseo.
Un capitolo a parte meriterebbe l’analisi del centravanti. Mai come quest’anno si è sentita la mancanza di un bomber da almeno 20 gol in campionato. C’è la legittima speranza che Cutrone e Andrè Silva possano crescere ancora ma indubbiamente al posto del deludente Kalinic servirebbe un cannoniere di razza. Operazioni da diverse decine di milioni che Fassone e Mirabelli dovranno recuperare dalla cessione di alcuni dei rossoneri attualmente in rosa, possibilmente con tanto di plusvalenza per andare incontro alle limitazioni imposte dal fairplay finanziario in materia di settlement agreement.
Logico pensare subito a Donnarumma, già dato per partente da quando è stato ufficializzato l’ingaggio di Pepe Reina. In realtà l’addio di Gigio pare tutt’altro che scontato, malgrado l’ingombrante Raiola stia facendo carte false per portarlo via da Milano. Il Milan pretende - e a ragione - per il suo giovane fenomeno almeno 70 milioni di euro, cifra che al momento nessuno sembra intenzionato a sborsare, anche per colpa dello stesso Raiola che ha caricato sulle spalle del suo assistito una pesantissima zavorra da 6 milioni l’anno. Se a questo aggiungiamo la stagione in chiaroscuro del classe ’99, ecco che l’ipotesi di una conferma dei due fratelli di Castellammare di Stabia è tutt’altro che infondata.
Diverso il discorso invece per lo spagnolo Suso. L’attaccante rossonero ha preteso nel nuovo contratto una clausola rescissoria da 40 milioni di euro, una cifra assolutamente alla portata di tutti i top club europei (per conferma leggi Coutinho). Ecco perchè, a meno di colpi di scena, ad esempio Suso che si impunta per restare al Milan (ma allora perchè pretendere la clausola rescissoria?), potrebbe essere proprio lo spagnolo a garantire a Fassone e Mirabelli la plusvalenza necessaria per rientrare nei rigidi canoni dell’Uefa. Ai 40 milioni di Suso dovrebbero aggiungersi quelli relativi alla probabile cessione di Kalinic e quelli che potrebbero arrivare dall’addio di diversi uomini di contorno quali Zapata, Gomez, Abate, Antonelli, oltre a Bacca e Bertolacci ancora sotto contratto con il Milan. Un tesoretto da far fruttare al meglio, perchè margini di errore sul mercato non ce ne sono più.

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