Quell'oscura minaccia sul mercato del Milan
Meno sette giorni, poi sarà campionato. Tanta la curiosità di vedere all’esordio in serie A la squadra di Montella contro il Toro di Mihajlovic ma, parafrasando una vecchia pubblicità di tanti anni fa, curiosità non vuol dire fiducia. Con una rosa come quella attualmente a disposizione del nuovo tecnico rossonero (esagerata a livello quantitativo, scarna - per non dire scadente - a livello qualitativo), pare oggettivamente difficile immaginare un Milan all’altezza delle corazzate della nostra serie A. Se da una parte infatti c’è la Juventus, che probabilmente disputerà un campionato a parte vista la manifesta superiorità, le altre non stanno certo a guardare.
Desta interesse il nuovo Napoli privo di Higuain ma ricco di tanti nuovi giovani di talento, Milik, Zielinski e presto anche Rog, considerati unanimemente tra i migliori in circolazione e per questo seguiti e corteggiati anche dal Milan; così come pure la Roma di Spalletti che dopo aver risistemato la difesa con Vermaelen, Fazio e Juan Jesus è ancora a caccia di Bruno Peres e Borja Valero; e perfino la nuovissima Inter di De Boer che, dopo aver acquistato Banega, Erkin e Candreva, si appresta a concludere un colpo eccezionale con il portoghese Joao Mario, sempre mantenendo Gabigol nel mirino.
Pare evidente che di fronte a cotanto bendiddio la campagna acquisti del Milan, immalinconita dai soli nuovi innesti di Lapadula, Vangioni (peraltro entrambi ancora rotti) e del giovane Gustavo Gomez, non possa legittimare sogni di gloria né nei tifosi né tantomeno nel nuovo tecnico rossonero Vincenzo Montella. L’ex allenatore della Samp ha finora con garbo fatto presente a Galliani, in rappresentanza della vecchia e della nuova società, che così non si va da nessuna parte, ma in cambio ha ricevuto solo chiacchiere. E nemmeno così rassicuranti.
In questi ultimi giorni le attenzioni dell’ad di Casa Milan si sono concentrate sul centrocampista del Boca Juniors Rodrigo Bentancur, giovanissimo regista - ma all’occorrenza anche mezzala e trequartista - di nazionalità uruguaiana. Naturalmente c’è la magagna: sul promettente classe 1997 c’è anche la Juventus. A questo punto i tifosi del Milan cominceranno ad avere gli incubi. In ogni trattativa, su ogni obiettivo rossonero, c’è sempre la minaccia incombente dei bianconeri a oscurare ogni tipo di sogno di gloria del Milan. È capitato qualche settimana fa con Marko Pjaca, poi finito inevitabilmente alla corte di Max Allegri; rischia di riproporsi adesso con Bentancur, per carta d’identità e qualità tecnico-tattiche l’uomo ideale da cui ripartire per il nuovo Milan di Montella. Sempre che si riesca a sconfiggere l’onnipresente Juventus.
Difficile intuire le strategie dei famelici dirigenti bianconeri, in preda ad una sorta di bulimia calcistica grazie alla quale stanno mettendo le mani su tutti i principali talenti del mondo. La domanda che però sorge spontanea è una sola: quello della Juventus può essere considerato un interesse reale o piuttosto un semplice dispettuccio tra rivali, la classica manovra di disturbo? Perché che Il centrocampista classe ’97 sia potenzialmente un gran talento è fuori discussione, ma risulta difficile pensare che in una rosa ricchissima di talenti come quella bianconera possa trovare spazio il ragazzo del Boca Juniors. Marotta e Paratici in questi giorni sono impegnati a risolvere una grana ben più importante, trovare un sostituto all’altezza di Paul Pogba, e Bentancur sembra giusto un divertissement calcistico, utile a mettere il Milan con le spalle al muro: costringerlo a rilanciare e aumentare la posta in gioco o semplicemente a perdere tempo prezioso in vista dell’imminente inizio del campionato.
Il punto però è un altro: anche dovesse arrivare a Milanello, il centrocampista uruguaiano non può bastare da solo a colmare il vuoto di classe, carisma, esperienza, fosforo, energia e vitalità che il Milan lamenta in mezzo al campo. E a Montella serve anche un difensore centrale di esperienza, qualcuno che consenta ad Alessio Romagnoli, lui si calciatore dal futuro garantito, di giocare più libero di testa e proseguire il suo percorso di crescita. Così come sarebbe prezioso un attaccante esterno, uno tipo il colombiano Cuadrado, seguito a lungo da Galliani prima di dover abbandonare il tavolo delle trattative per indigenza colposa.
Purtroppo né i vecchi dirigenti né i nuovi sembrano aver capito la situazione di totale emergenza che si respira a Milanello e il rischio concreto è un altro anno di sofferenza che potrebbe tradursi nel quarto anno senza Europa. È davvero questa l’immagine del Milan che vogliono dare al mondo i nuovi proprietari cinesi?

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