Se Bonucci manca alla Juve, il Milan lo aspetta sereno

Se Bonucci manca alla Juve, il Milan lo aspetta serenoMilanNews.it
giovedì 14 settembre 2017, 00:00Editoriale
di Franco Ordine

È curioso, o solo tipicamente italiano, quello che sta accadendo intorno a Leonardo Bonucci. Naturalmente da quando ha avuto …l’insensata idea di togliere le tende da Vinovo e di trasferirsi nell’accampamento di Milanello. Ha cominciato Mino Raiola chiedendo “perché gli è stata data la fascia da capitano promessa a Donnarumma”. Forse sarebbe stato più sbrigiativo, essendo l’agente di Gigio, che si rivolgesse direttamente al proprio assistito così da conoscere una risposta esauriente e cioè che è stato proprio Donnarumma a dare l’assenso a una soluzione del genere. Poi hanno proseguito i filo-juventini: con Buffon, Chiellini e Barzagli, Leo era più protetto, nel Milan è scoperto e senza aiuto. Infine hanno sentenziato tutti gli altri: nella difesa a 4 non regge. Sarebbe interessante andarsi a rileggere i giudizi sul conto di Bonucci quando decise di rinunciare a Londra e firmò il prolungamento con la Juve: tutti in piedi ad applaudire. Comprese le difese d’ufficio nei giorni caldi dedicati ai suoi incontri ravvicinati di terzo tipo con Rizzoli. Ma qui siamo nel campo del tifo travestito da rancore.

Per evitare di cadere nello stesso tranello, solleviamo questioni tecniche che riguardano Juve, Milan e Nazionale. 1) Con la Juve 2016-2017 Bonucci ha giocato la parte più importante della stagione a 4 e non a 3 arrivando fino a Cardiff; 2) è giunto a Milanello in ritardo, è partito per la Cina dopo qualche giorno, la sua condizione non è la migliore e sarebbe grave, molto grave fosse già superlativa; 3) in poche settimane di lavoro con il nuovo gruppo, cambiando partner, ora Musacchio, ora Zapata, ora Romagnoli, non è possibile stabilire un feeling tecnico; 4) la stangata presa dalla Nazionale a Madrid dalla Spagna (2 settembre) è identica, nelle dimensioni se non nello sviluppo (Allegri per un tempo ha retto alla grande), a quella presa dalla Juve in Champions (12 settembre) a dimostrazione che è tutto il calcio italiano in clamoroso ritardo rispetto a quello spagnolo.

Conclusioni: è impossibile che un calciatore in salute e maturo di 30 anni, considerato all’unanimità il migliore difensore in circolazione con Sergio Ramos, diventi all’improvviso uno “scola-pasta”, pieno di buchi insomma. Basta attendere qualche settimana e ne ritroveremo lo smalto antico. Vero invece per quel che riguarda il Milan che la difesa a tre è indispensabile ma non tanto per Bonucci quanto invece per i due laterali di supporto, Conti e Rodriguez, i quali non sono formidabili nella linea a 4. Altra riflessione: perché il nuovo sistema di gioco scelto da Montella diventi un meccanismo tipo orologio svizzero non sarà sufficiente una sola prova, a Vienna, e nemmeno due o tre, ma una striscia di esercitazioni e prove, con rivali di rango e di diversa estrazione tecnica.