Solo con i giovani non si vince. Impossibile prendere gol come il primo di Verona. Con il PSV in campo chi dà garanzie
Qualche giorno fa, un collega ha citato una famosa affermazione di Albert Einstein: "Meglio esser ottimisti e avere torto, che professare un tetro pessimismo per scoprire che avevi ragione". Ho sempre cercato di seguire questo saggio consiglio del celebre scienziato, soprattutto nei mesi estivi, quando si parla di Milan e della sua campagna acquisti. Dopo la partita di Verona, rimuginando sulla sorprendentemente negativa prestazione dei Ragazzi, mi sono quasi arreso: "Se avesse ragione il realismo di Luca Serafini?". Uso la parola "realismo" perché Vecchio Cuore si arrabbia quando viene tacciato di pessimismo. Deve però ammettere che vedevano un futuro meno drammatico i pochi superstiti dalla catastrofe naturale rifugiatisi nella biblioteca per difendersi dai meno 60 gradi, nel film "The Day After Tomorrow". Non mi aspettavo una prestazione così insufficiente sul piano della convinzione, della concentrazione, della forza di volontà, soprattutto dopo il buon inizio coronato da un bel tiro di Balotelli, dopo lo splendido assist di "Balo B the Rapper", per Andrea Poli, con "WhatsApp", che ha mandato il suo primo messaggio d'amore ai suoi nuovi tifosi. Poi le gambe e la testa si sono appesantite ed è sceso il silenzio nel match del Milan. Spero di essere smentito dalle prossime partite, anzi sono sicuro che in molti dei prossimi incontri, il Milan tornerà concentrato e convincente come nel finale della scorsa stagione. In molti, ma non so se in moltissimi, perché temo che per la struttura della squadra, la continuità mentale mi sembra il traguardo più difficile da raggiungere. Insomma, per parlare chiaro, con tanti giovani, schierati contemporaneamente si fatica ad entrare nella storia italiana ed internazionale, più la media è bassa meno si alzano le coppe ed i trofei.
Pur con gli occhi sempre puntati sul bilancio, l'ideale è conciliare un giusto mix tra qualche promessa e l'esperienza dei più maturi che ,in ogni caso, devono essere la struttura portante di una squadra, di un gruppo, come di una azienda o di una società. Per questa ragione, contro gli uomini di Cocu, mercoledì, Massimiliano Allegri inserirà i giocatori più esperti, quelli che, in queste sfide decisive, garantiscono forza, tenacia, cuore e gambe forti, lasciando a riposo qualche suo ragazzotto, come li chiama lui. Infatti vedremo contro gli olandesi i de Jong, i Boateng, i Robinho, i Muntari. Non fenomeni certo ma quelli che regalano più garanzia, più sicurezza, meno incertezze, meno sorprese. Chiudo con un rilievo tecnico. Non è possibile subire un gol come il primo di testa realizzato da Luca Toni. Prima il "trenino" in area, poi il movimento dei giocatori veronesi, infine l'attaccante che colpisce solo davanti ad Abbiati. Un senso di frustrazione ha avvolto i tifosi del Milan, anche perché quando i rossoneri devono battere un calcio piazzato, soprattutto i corner, storcono spesso la… bandiera per esecuzioni quasi mai pericolose. In questi anni, hanno forse gioito solo una volta, in occasione della rete di Thiago Silva contro il Barcellona, sul calcio d'angolo, tirato DIRETTAMENTE, da Clarence Seedorf. Però se i gol contro il Psv, arriveranno anche senza schemi studiati a tavolino, realizzati da bambini o vegliardi non importa. Il Milan deve entrare in Champions League per dimenticare, per qualche ora, che in campionato siamo già dietro ad inseguire.
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