Un anno fa il Milan non avrebbe vinto. Come sono cresciuti Leao, Diaz e Tonali. Il nodo infortuni e il contratto Kessie

23.09.2021 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Un anno fa il Milan non avrebbe vinto. Come sono cresciuti Leao, Diaz e Tonali. Il nodo infortuni e il contratto Kessie
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Probabilmente una partita come quella di mercoledì sera col Venezia il Milan della passata stagione non l’avrebbe vinta. Senza Ibra e Giroud, senza Calabria e Bakayoko, senza Messias, con quattro ricambi lanciati nel mischione (Ballo Tourè, Gabbia, Bennacer dall’inizio, Florenzi), con Krunic praticamente fermo dalla precedente sosta delle nazionali, Pioli è riuscito grazie al giusto mix tra panchina e campo, a piegare la resistenza del rivale che ha parcheggiato dieci tir davanti alla porta. E allora bisogna a questo punto sottolineare quel che è accaduto a Milanello dall’8 luglio in avanti. Riassumo qui le mie riflessioni:

a) passare da un tutto-campista come Calhanoglu autore di pochi gol e molti più assist, a un vero tre-quartista, di cui ha bisgno il 4-2-3-1 per mettere fine agli stenti della passata stagione in alcuni snodi decisivi (specie nelle partite domestiche). Decisiva la scelta di affidare a Diaz la maglia numero 10 e soprattutto di lanciarlo in area per raccogliere qualche gol in più.

b) la maturazione e perciò il rendimento migliorato dei profili più promettenti a cominciare da Tonali -diventato un autentico pilastro- per passare poi a Diaz stesso e a Leao che sta diventando un’arma in più a disposizione, stanno scavando la differenza specie a San Siro. A proposito del portoghese, Beppe Bergomi a Sky sport ha raccontato un inedito del calcio-mercato. “Maldini mi ha raccontato che il milanista richiesto da tutta Europa è stato proprio Leao”. Devo dire, da questo punto di vista, che i giovani vanno aspettati, come racconta la traiettoria di Tonali, ma nel caso di Leao ha avuto ragione Boban che ai tempi assicurò che “sarebbe stato un crack”. Dirigenti meno competenti lo avrebbero magari ceduto per fare cassa.

c) il saldo negativo del mercato rossonero è costituito, fino a ora,solo da un elemento. Sospendo il giudizio su Ballo Tourè perché non è ancora inserito perfettamente nel nuovo meccanismo di gioco. Col Venezia è andato a intasare la pista di Leao invece di dargli una mano. Sul conto di Florenzi invece penso che finora non ha retto alle aspettative.

È evidente che nonostante i 13 punti, il futuro del Milan dipenderà essenzialmente dalla salute di Ibra e dal recupero veloce alla migliore salute da parte di Giroud. Loro due possono aggiungere quello di cui ha bisogno la squadra coperta negli altri ruoli. Anche Theo, riposato per un’ora, appena entrato ha preso a martellate in modo efficace il suo oppositore e firmato un assist e un gol.

Resta il nodo rappresentato da Kessiè. Non dal suo contributo ma dal contratto. Ha detto Maldini. “Continueremo a trattare”. D’accordo. Ma fino a quando? E soprattutto è il caso di fissare con il suo agente e con il diretto interessato un limite temporale a questo negoziato che sta diventando una delle poche spine nel fianco del club, a parte il gran numero di infortuni che pongono questioni diverse. La preparazione è cambiata, è stato arruolato uno specialista ma finora i risultati -per il covid e per l’età di Zlatan- non sono stati esaltanti.