Una notte da incubi per tutti i milanisti, i rossoneri già inseguono il quarto posto. Archiviare quanto prima la pratica Europa League per non perdere terreno in campionato

Una notte da incubi per tutti i milanisti, i rossoneri già inseguono il quarto posto. Archiviare quanto prima la pratica Europa League per non perdere terreno in campionatoMilanNews.it
martedì 12 settembre 2017, 00:00Editoriale
di Furio Fedele
Vincenzo Montella ieri ha ammesso ai microfoni di Milan Tv che domenica sera, di ritorno da Roma, ha fatto fatica a prendere sonno. Ha dormito poco e male, come del resto tutti i milanisti, anche perchè dopo aver assistito alla pessima figura contro la Lazio gli incubi erano a dir poco garantiti e inevitabili. La terza (nefasta) giornata di campionato ha fatto scivolare il Milan dal primo posto al sesto posto in classifica con Sampdoria e Roma (competitor per un posto in Champions League) che devono recuperare una partita. Tutti i reduci da Roma hanno fatto il doveroso «mea culpa» ma è già tempo badare al sodo perchè con le parole si fa poca strada. Bisogna iniziare a farne tanta, da subito, in Europa League considerato il coefficiente non certo elevato di difficoltà di un girone dove è possibile conquistare la matematica certezza del passaggio ai sedicesimi di finale anche con una-due partite di anticipo. Questo perchè non sarà certo semplice tenere il passo delle delle prime della classe. PROBLEMA. Purtroppo per il Milan c’è già la netta sensazione che la lotta per i 4 posti a disposizione dell’Italia nella Champions League 2018-2019 sia già stata contaminata, per almeno tre-quarti della disponibilità concessa dall’Uefa, da Juventus, Napoli e Inter. Tre squadre che hanno già ingranato le marce alte. Juventus e Napoli hanno anche a disposizione organici collaudati e di spessore. L’Inter di Spalletti, sgravata da impegni infrasettimanali internazionali, può trascorrere settimane intere pensando solo ad allenarsi senza subire stress e supplementi di infortuni. Quindi, a meno di clamorosi stravolgimenti, rischia di esserci solo uno slot disponibile per conquistare l’accesso alla Champions League. Lazio, Roma e Milan devono stare attenti anche al possibile tradizionale outsider di turno (Torino?) in una lotta dove saranno sprecate moltissime energie. ALIBI. Nel lungo e tormentato dopo-partita che è proseguito mediaticamente anche ieri fra social e interviste, tutti i protagonisti della disfatta contro la Lazio hanno riconosciuto la negatività della partita indipendentemente dall’indubbio valore della Lazio e del suo allenatore Simone Inzaghi. Purtroppo i veri e acclarati leader di questo Milan (Bonucci su tutti) hanno mancato all’appuntamento con il primo test di questo campionato. Calhanoglu ha precisato che ha ancora difficoltà con la lingua non avendo un traduttore a sua disposizione. Ma proprio il fantasista turco dovrebbe insegnare a tutti i noi che il calcio non ha bisogno di...traduttori. Quando sei un campione non hai bisogno, in campo, di farti capire con le parole. TENSIONE. Ha detto bene Montella che i troppi complimenti (comunque alimentati anche da 6 vittorie consecutive) rischiano di aver distratto un po’ tutti qui al Milan. Ma alla società, oggettivamente, non si possono certo dare colpe specifiche. Il tecnico ieri, sempre confidandosi a Milan Tv, ha un po’ frenato sulla possibilità di vedere, da subito, la difesa a 3 anche se il recupero di Romagnoli potrebbe sdoganarla a Vienna. Ma il problema non sembra legato a moduli e numeri. È l’atteggiamento quello che conta. Contro la Lazio si è visto quello sbagliato