Una prestazione non fa primavera. Chievo e Verona gli ulteriori esami per questo Milan. Bonaventura sempre più fondamentale, ma rischia di scoppiare la grana Cerci

Una prestazione non fa primavera. Chievo e Verona gli ulteriori esami per questo Milan. Bonaventura sempre più fondamentale, ma rischia di scoppiare la grana CerciMilanNews.it
lunedì 23 febbraio 2015, 00:00Editoriale
di Pietro Mazzara

Una vittoria, quella di ieri, che ci voleva. Il Milan, finalmente, torna a vincere e immette nei polmoni una bella boccata d’aria fresca che, almeno per la settimana che inizia oggi, consentirà all’ambiente di lavorare con più tranquillità. Ma non si dovrà abbassare la tensione, perché i primi segnali di ripresa che si sono visti contro il Cesena dovranno essere sviluppati, migliorati e implementati in nome di un gioco di squadra che dovrà essere ancor più incisivo ed efficace. Il modulo con il trequartista e le due punte ha dato compattezza alla squadra, che si è mossa decisamente meglio rispetto alle ultime uscite effettuate. Bonaventura schierato tra le linee, poi, è stata la mossa giusta di Inzaghi: l’ex Atalanta, in quella porzione di campo, ha mandato in tilt il sistema difensivo cesenate ed è risultato il migliore della partita. Jack ha le qualità per essere un 10 atipico, ma allo stesso tempo decisivo. Il suo moto perpetuo tra le linee, il suo essere sempre lucido in fase di ultimo passaggio, gli ha permesso di essere decisivo e di segnare il suo quarto gol stagionale. Un jolly, per rimanere in tema pokeristico, che ha sbloccato una partita che, per la prima mezz’ora, il Milan ha condotto con i barlumi di una nuova sicurezza, mettendo in difficoltà il Cesena che, c’è da essere obiettivi, ha lasciato il pallino del gioco alla squadra rossonera, aspettandola molto bassa ed evidenziando una grossa difficoltà nel ripartire. Tuttavia, se Abbiati non avesse compiuto un vero e proprio miracolo su De Feudis, il secondo tempo sarebbe stato di tono totalmente diverso. Ma è meglio che sia andata così. Il gol di Pazzini, al 90’, ha fatto si che i restanti cinque minuti di recupero venissero interpretati come pura formalità da entrambe le squadre.

Ora, però, non ci si illuda di essere usciti dalle secche. Una rondine non fa primavera, una prestazione discreta non può far pensare che tutti i problemi se ne siano andati. Bisogna ripartire soprattutto dalla prima mezz’ora di gioco e, da li, provare a sviluppare qualcosa di continuo e di interessante. Nessuno pensa che Inzaghi sia un matto nel cambiare 26 formazioni in 26 partite diverse. Gli infortuni (troppi) e le squalifiche che hanno colpito il Milan in questi mesi non gli hanno permesso di lavorare con continuità, quello è vero, ma sono stati commessi degli errori che, in maniera implacabile, hanno influito sulla situazione di classifica attuale della squadra. Ora bisognerà guardare alle partite con le due veronesi in maniera positiva e cattiva, perché fare sei punti sarebbe davvero un bel segnale nei confronti di tutti e, soprattutto, sarebbero fondamentali per tenere viva la speranza di agganciare il sesto posto.

Intanto, però, Inzaghi dovrà risolvere la questione relativa ad Alessio Cerci. L’attaccante, entrato all’86’, ha fatto il suo, ma dagli studi della Rai, la compagna Federica Riccardi è sbottata affermando: “Alessio sta bene, non ha senso metterlo alla fine”. Probabilmente lo stesso Cerci si sarebbe aspettato un po’ di minuti in più. Ma, spesso, le esternazioni delle compagne sono lo specchio del pensiero dei mariti. Anche quando le cose vanno bene, si vengono a creare dei problemi. L’augurio è che Pippo sappia disinnescare questa situazione, potenzialmente esplosiva, prima che la cosa deflagri in qualcosa di irreparabile.