ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Cessione Milan, operazione definita. Ecco perchè le autorizzazioni statali cinesi stanno tardando"

ESCLUSIVA MN - Bellinazzo: "Cessione Milan, operazione definita. Ecco perchè le autorizzazioni statali cinesi stanno tardando"MilanNews.it
© foto di Antonio Vitiello
giovedì 24 novembre 2016, 17:36ESCLUSIVE MN
di Thomas Rolfi

A meno di tre settimane dalla dead line del 13 dicembre, Silvio Berlusconi ha parlato più volte del destino del suo Milan. Per cercare di fare chiarezza su tutte le questioni e situazioni relative al closing, la redazione di MilanNews.it ha contattato Marco Bellinazzo, giornalista de Il Sole 24 Ore. Con l'esperto di finanza applicata al calcio abbiamo parlato dello stato della cessione del Milan e in che modalità si potrebbe verificare, analizzando anche le varie ipotesi di composizione del fondo che acquisterà il club rossonero.

Berlusconi, riferendosi alla chiusura definitiva della trattativa per la cessione del Milan ha detto 'è fatta', lasciando però una porticina aperta qualora l'affare dovesse clamorosamente saltare. A che punto siamo?
"Al di là dell'amore che ha Berlusconi per il Milan, la situazione per quanto riguarda la parte finanziaria dell'operazione è definita. La garanzia sono quei 100 milioni già versati. La data è quella che è stata indicata da Sino-Europe Sports e in cui, contestualmente, ci sarà anche l'assemblea degli azionisti del Milan in cui verrà ratificato il passaggio di proprietà, ovvero il 13 dicembre. Credo che si stia andando in quella direzione senza se e senza ma. Il vero nodo è quello di capire al momento di closing quando saranno indicati i soggetti che formalmente rileveranno il club. Questo è un nodo essenziale per capire quali saranno i progetti e quale sarà il modello di business che sarà applicato. L'anomalia di quest'acquisizione rispetto a tutte le altre operazioni nell'ultimo anno e mezzo, che ha visto investimenti per oltre 2 miliardi di euro, è che in questo caso ci sia un veicolo di acquisizione come un fondo. Un fondo che potrà avere una sua evoluzione magari anche con una futura quotazione in borsa ma la cui solidità economica dipenderà in gran parte dalla solidità patrimoniale dei membri dello stesso".

Entrando più nello specifico?
"E' essenziale togliere il dubbio ad esempio se Ping An Insurance, il più importante gruppo assicurativo cinese e che ha chiaramente una solidità finanziaria di assoluto rilievo ed era indicata tra gli undici potenziali investitori al momento della firma del contratto preliminare, sarà poi nella lista definitiva dei partner che rileveranno il club. Nel caso fosse dentro cambierebbe molto lo scenario. Sarebbe un colosso del tutto paragonabile a Suning e più forte di quest'ultima per tanti aspetti. Anche se entrasse con un 20-25% il futuro del Milan avrebbe tutt'altre prospettive che se entrassero finanziatori con capacità economiche inferiori. Credo sia indispensabile pretendere che la 'disclosure', ovvero quando i nomi verranno svelati, avvenga contestualmente al closing".

Non ci sono dunque possibilità che non si venga mai a conoscenza dell'identità dei soggetti che acquisteranno il Milan?
"C'è questa possibilità teorica, però c'è una norma molto chiara che è stata varata dalla FIGC dopo il caso Parma: chiunque acquisti quote superiori al 10% di una società deve mostrare una sorta di patente di solidità finanziaria, di credibilità. Io credo che questa norma abbia un valore non solo formale, ma anche sostanziale. Nel senso che la struttura di un fondo può anche prevedere per le regole interne a quel fondo che i finanziatori non siano immediatamente individuati, come una sorta di scatole cinesi. Per fare un esempio, al momento del contratto preliminare era stata indicata oltre a Ping An, l'altro grande colosso che è China Construction Bank. Al momento del closing poi l'acquirente si riservava di indicare quei soggetti che poi avranno effettivamente quote in questo fondo. La FIGC deve pretendere piena trasparenza, perchè ci sono tante normative che obbligano a sapere da parte delle amministrazioni pubbliche chi siano i soggetti in questione e forme troppo fumose devono essere respinte dalla FIGC e indagate per risalire chi sono gli effettivi proprietari".

Le risulta che Yonghong Li, il cosiddetto 'gestore' della Sino-Europe Sports abbia delle quote di partecipazione all'interno del fondo stesso?
"Credo si sia riservato delle quote. Non so dirti in che percentuale ma penso proprio le avrà e sarà il soggetto che si interfaccerà con il management della società, ovvero chi farà da intermediario tra la società e Fassone e gli altri dirigenti".

Nei giorni scorsi si è parlato di piano A, ovvero soldi in arrivo dalla Cina grazie alle autorizzazioni governative cinesi, oppure un piano B, ovvero fondi prestati da una banca europea grazie alla garanzia dei capitali depositati in Cina. Qual è l'opzione più probabile al momento per arrivare al closing?
"Il piano B esiste nel senso che è una garanzia che giustamente si sono premurati di avere nel momento in cui dovessero esserci intoppi nei trasferimenti dei fondi, nel sistema interbancario insomma, dato che quello cinese non è ancora completamente integrato a quello europeo. Sostanzialmente, però, si sta lavorando ordinatamente sul piano A, a quanto mi risulta dalle verifiche che ho fatto nei giorni scorsi e che quindi i soldi arriveranno a breve".

Com'è possibile, però, che le autorizzazioni statali stiano ritardando visto e considerato il fatto che lo stesso governo cinese partecipi direttamente o indirettamente all'interno del fondo?
"Spesso si fa l'eccessiva semplificazione di considerare il governo di Pechino e la Cina come un monolite. Non è così. Nel senso che dipende dalle banche a cui ci si è rivolti per il passaggio di questi soldi, a chi fanno riferimento. Se i soggetti politici a cui fanno riferimento sono gli stessi soggetti politici a cui hanno fatto riferimento gli investitori che partecipano al fondo. L'ultima istanza è il presidente Xi Jinping che comanda in Cina, ma a livello di queste operazioni si possono creare intoppi burocratici per gelosie anche per interessi politico-economici tra i potentati che ci sono in Cina. Il fatto che si arrivi agli ultimi giorni per un trasferimento di soldi così importanti indica che evidentemente si sia andati avanti fino alla fine nella ricerca degli investitori. Nel senso che, oltre a trovare i soldi, proprio per questi delicati equilibri politico-finanziari che ci sono in Cina, bisogna mettere insieme dei soggetti che tra di loro vadano d'accordo e che abbiano una sorta di gradimento politico".
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