ESCLUSIVA MN - Cucchi: "Milan primo meritatamente: chi non prende gol... Cessione? Ho dubbi etici"

17.04.2022 16:00 di Antonello Gioia  Twitter:    vedi letture
Fonte: Intervista di Antonello Gioia e Filippo d'Angelo
ESCLUSIVA MN - Cucchi: "Milan primo meritatamente: chi non prende gol... Cessione? Ho dubbi etici"
MilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO

Riccardo Cucchi, noto giornalista e radiocronista, ha rilasciato un'intervista esclusiva ai microfoni di MilanNews.it per commentare, in questo giorno di Pasqua, un po' tutti i temi che riguardano il mondo Milan.

Due vittorie diverse, ma due vittorie, per Inter e Milan nella giornata in corso. Che tipo di partite sono state?

"Ho visto un Inter che, secondo me, ha giocato con la testa contro un avversario difficile e che ha giocato una buona partita, soprattutto facendo riferimento alla differenza tecnica. L'Inter è stata molto attenta, concentrata e precisa; magari non bellissima, ma molto molto presente ed è un segnale positivo. Il Milan non gioca più con quelle fluidità e con quella scioltezza che aveva caratterizzato una parte di questa stagione, ma ho visto grande grinta e grande volontà, con la mentalità di sfruttare ogni singola occasione e di non lasciare niente al caso; magari la squadra non convince pienamente sul piano di gioco, ma sta tentando il tutto per tutto per restare lì. Tra l'altro, credo che il dato dei 7 clean sheet consecutivi sia importantissimo: in Italia soprattutto le squadre che non prendono gol sono quelle che poi raggiungono i risultati".

Da cosa dipende il presunto calo nel gioco del Milan?

"La testa e la palla pesano di più ora. Il campionato italiano è molto dispendioso dal punto di vista energetico; dal punto di vista tecnico possiamo fare tutti i confronti che vogliamo, ma le energie che si usano sono tanto e a poche giornate dalla fine le squadre sono stremate. E poi c'è la pressione. Il Milan è da due mesi primo in classifica in maniera assolutamente meritata; e - lo sottolineo con forza - io non ero tra quelli che ad inizio stagione non inserivano il Milan tra le possibili pretendenti allo Scudetto, ma lo consideravo una seria candidata. Sono contento, da un certo punto di vista, di averci preso. Ora, comunque, è importante portare a casa il risultato anche senza quella fluidità di manovra e l'efficacia offensiva di un tempo".

L'inerzia, però, è dalla parte dell'Inter ora?

"Sono convinto che tra le tre battistrada ci siano delle diversità tecniche di fondo. L'Inter è quella che, sulla carta, ha l'organico tecnicamente più forte, il Milan, maturato e cresciuto grazie a Pioli, ha espresso il miglior gioco per un certo periodo di tempo, e il Napoli è una squadra forte che, ancora una volta, è protagonista, ma rispetto alle altre due ha una maggiore fragilità psicologica. L'Inter ha il vantaggio di avere una partita in meno che, comunque, va giocata. Sono convinto che questo campionato si deciderà allo sprint".

Il derby di Coppa Italia potrà influenzare la lotta Scudetto?

"Non credo che il derby sia decisivo per lo Scudetto, ma che lo sia per la Coppa Italia che è obiettivo di entrambe. I derby sono gare a parte e non possono essere catalogate nella norma, perché soggette a tanti fattori diversi rispetto a quelli tecnico-tattici. L'Inter ha patito un calo fisico che l'ha cambiata nelle prestazioni e mi pare che ora sia stata recuperata la condizione".

Vede pronto Pioli per vincere qualcosa con il Milan?

"Lo sta dimostrando. Questo Milan è frutto in gran parte del suo lavoro sul campo e di quello molto intelligente dei dirigenti come Maldini fuori; sono stati bravissimi nell'operare con grande attenzione e con dei valori. Sottolineo, ad esempio, la gestione della vicenda Donnarumma e della presa di posizione seria per il ragazzo: i valori contano più del resto; ho apprezzato la scelta anche dolorosa della vicenda. Pioli ha dimostrato di poter vincere; il Milan ha dei limiti tecnici, ma spero che presto il club torni quello capace di vincere in Italia e in Europa".

Ha parlato di fattori e nel Milan c'è Rafael Leao: può essere lui l'uomo decisivo?

"Io sono un grande estimatore di Leao e la mia risposta può essere condizionata. Secondo me Leao è una delle maggiori realtà tecniche del nostro campionato; ha qualità ed è giovane e Pioli può essere l'uomo giusto per lui. La sensazione che trasmette, a volta, è di una certa indolenza... Sembra quasi che giochi con superiorità, consapevole di essere forte, ma questo è un limite che deve essere smussato. Leao ha un mercato importante e il Milan dovrà decidere se una sua eventuale cessione possa essere utile per aiutare le casse del club per rinforzare la squadra oppure tenersi Leao e puntare su di lui. Io credo che il Milan abbia bisogno di rinverdire il suo attacco. Lo dico con assoluto rispetto verso due grandissimi campioni come Ibrahimovic e Giroud. Il dato anagrafico incide e il fisico cambia; hanno una qualità enorme, ma più il tempo passa e più non saranno determinanti come in passato. Sarebbe una scelta intelligente, sempre che le finanze lo consentano, partire da Leao".

Tra gli attaccanti è il solo Giroud che, ormai, porta la croce...

"Giroud ha grande esperienza anche se in questo momento è poco incisivo sotto rete. Per fortuna se non segnano gli attaccanti lo fanno altri”.

Cosa consiglierebbe a Ibrahimovic per il suo futuro?

"Non mi permetterei mai di consigliare niente a Zlatan (ride, ndr). Ho raccontato tantissime sue partite: è un giocatore incredibile, pieno di risorse, che ha vinto tantissimo, pieno di carisma, che fa l'attacco, fa reparto da solo, fa l'allenatore in campo, è di riferimento straordinario, con grande fisicità e grande tecnica. Il punto non è la qualità perché Ibra resta un giocatore forte, ma il punto è il fisico; nessuno meglio di lui può interrogarsi su cosa sia ancora in grado di dare il suo fisico. Mi pare che Totti abbia risposto bene a questa domanda: è il fisico che conta. Deve chiedere al suo fisico: Ibra è una persona intelligentissima e troverà sicuramente la risposta giusta".

Vedrebbe bene Origi nel Milan?

"Abraham è stato uno dei migliori acquisti del calcio italiano di quest'anno; ha dimostrato di essersi adeguato bene al calcio italiano. Il problema dei calciatori che arrivano in Italia dalla Premier League è questo: ci sono difese molto più asfissianti ed è difficile anche per le squadre più forti affrontare le più deboli che si chiudono a riccio; non sempre i giocatori inglesi si adattano a questo calcio. Io credo che, in questo momento di crisi finanziaria per i nostri club, il calcio italiano debba migliorare il lavoro di scouting".

A proposito di finanze del calcio italiano: sarebbe positivo l'acquisto del Milan da parte del fondo del Bahrein?

"Due considerazioni. La prima: da molto tempo il mondo arabo sta attenzionando il nostro campionato perché hanno forza di investimenti e investire sul calcio significa trovare una forma di resa della grande disponibilità finanziaria di questi Paesi. Personalmente intravedo un grande rischio di natura etica; in molti casi, dietro queste operazioni, c'è sotto un lavoro di lavaggio d'immagine attraverso lo sport, considerando i grossi problemi che questi Paesi hanno con i diritti umani e la democrazia. La seconda: sappiamo perfettamente che in Italia ora non ci siano imprenditori in grado di investire nel calcio e consentire una crescita economica, quindi sempre più frequentemente arrivano realtà stranieri. Per quanto riguarda il Milan, potrebbe essere sicuramente un vantaggio dal punto di vista economico, ma questa tendenza, in generale, mi preoccupa per ragioni etiche e morali".

Servirebbe anche fare più operazioni 'alla Kalulu'...

“Kalulu è uno degli acquisti più intelligenti del Milan. Naturalmente i calciatori possono avere delle potenzialità poi però bisogna metterle alla prova sul campo. Da questo punto di vista Pioli ha dei meriti enormi, è riuscito a far crescere i propri giocatori. Il Milan ha un’età media molto bassa ed un potenziale di crescita molto grande. È una squadra che ha anche dei limiti tecnici, credo che il fatto di averli tamponati bene sia anche un altro merito di Pioli”.

Domenica prossima la sua Lazio affronterà il Milan: che partita si aspetta?

“La Lazio ha reagito bene alla sconfitta subita contro la Roma, è una squadra che sta prendendo le misure e cominci a capire il proprio allenatore. Il Milan la deve tenere in considerazione, è una squadra che sa giocare e che ha un ottimo centrocampo forse tra i migliori della Serie A. La Lazio ha dei limiti difensivi, incassa molti gol ma ha anche il miglior attacco del campionato. Il Milan dovrà, se vorrà batterla, sfruttare questo elemento e pressare alto cercando di mettere in difficoltà i difensore della Lazio”.