ESCLUSIVA MN - Fedele: "Paquetà più aggressivo e offensivo di Kakà: fa al caso del Milan. Il pari nel derby sarebbe un buon risultato, la vittoria l'apoteosi"

13.10.2018 19:00 di Fabio Anelli Twitter:   articolo letto 42874 volte
Fonte: Intervista di Fabio Anelli
ESCLUSIVA MN - Fedele: "Paquetà più aggressivo e offensivo di Kakà: fa al caso del Milan. Il pari nel derby sarebbe un buon risultato, la vittoria l'apoteosi"

Il Milan ha agitato le acque nella settimana della sosta per le Nazionali, mettendo a segno il primo colpo di mercato in Brasile, acquistando Lucas Paqeutà. Per parlare del giovane brasiliano e dei temi di attualità in casa rossonera, la redazione di MilanNews.it ha intervistato il giornalista del Corriere dello Sport Furio Fedele

Il Milan ha già messo a segno il primo colpo di mercato: Paquetà. Cosa ne pensa? “Mi fido molto di Leonardo che in passato ha portato al Milan Serginho, Cafu, Thiago Silva, Kakà e Pato. Sicuramente è un giocatore di qualità, visto che a Leonardo piace questo tipo di calciatori. Dicono che sia il nuovo Kakà, io penso sia un po’ più aggressivo e offensivo. Penso che faccia al caso del Milan, a maggior ragione se può poi essere considerato un giocatore d’attacco ma soprattutto una seconda punta per provare a giocare con due punte anziché con un 4-3-3 classico”

Il Milan è arrivato alla sosta forte di una serie di risultati positivi. Come giudica le ultime uscite della squadra di Gattuso? “Fino alla partita contro il Sassuolo, il Milan non era andato benissimo. Dal Sassuolo in poi ha conquistato il successo contro il Chievo e la seconda vittoria per quanto riguarda l’Europa League. I tre pareggi contro Cagliari, Atalanta ed Empoli gridano ancora vendetta. Potevano essere tre vittorie, la classifica del Milan poteva essere diversa, in meglio. Adesso bisogna riconquistare punti. C’è ancora da disputare il recupero contro il Genoa, è obbligatorio fare almeno un punto nel derby per poi battere Sampdoria e Genoa. A questo punto, la classifica sarebbe quasi da Champions League”

In casa rossonera la parola che nelle ultime settimane si sente frequentemente è mentalità. Secondo lei, cosa serve al Milan per riacquisire una mentalità vincente? “Vincendo, prendendo fiducia dalle vittorie. Le vittorie aiutano a vincere e le sconfitte aiutano a perdere. È una vecchia legge del calcio. Secondo me bisogna continuare a vincere. In questo momento un pareggio nel derby, con l’Inter che ospita il Milan, sarebbe un risultato positivo. Ciò non toglie che poi serva battere Sampdoria e Genoa. È necessario portarsi a ridosso della zona Champions League in brevissimo tempo e poi cercare di aggredire almeno il quarto posto”.

Parlando invece di derby, che partita si aspetta?Una partita sicuramente spettacolare anche se magari non bellissima e molto nervosa. Il derby è sentitissimo. Questo particolarmente perché dopo anni è una partita con vista Champions League, considerato che l’Inter è terza e il Milan è in risalita. Certamente, l’Inter vuole vincere a tutti i costi per completare il miglioramento che si era visto dopo le prime giornate di campionato poco positive. Anche il Milan ha lo stesso obiettivo. Per il Milan il pareggio sarebbe un buon risultato, la vittoria sarebbe l’apoteosi”

Si è parlato recentemente del possibile ritorno di Ibrahimovic in rossonero. Cosa ne pensa? “Hanno preso Paquetà e ci sono Suso e Calhanoglu. Il Milan ha segnato il maggior numero di gol in una partita contro il Sassuolo quando non aveva attaccanti. Ibra è stato un grande attaccante, è un grande attaccante. È un mito nella storia rossonera perché è legato all’ultimo scudetto e all’ultima Supercoppa d'Italia. Sarebbe, però, un po’ ingombrante a Milanello, in campo e fuori dal campo. Meglio andare avanti così, con i giovani, con tutto rispetto possibile per Ibrahimovic”.

Secondo lei, quindi, il Milan non avrebbe bisogno di nessun innesto in attacco? “Avendo acquistato Paqeutà e avendo numerosi giocatori offensivi, come Suso, Calhanoglu, Bonaventura che è un centrocampista che segna, lo stesso Kessie segna, no. Non c’è bisogno di essere solo attaccanti per segnare. Se ci sono buoni centrocampisti d’attacco, sicuramente cambi l’ordine dei fattori ma non il risultato”.