ESCLUSIVA MN - Ravaglia: “Origi non è un bomber di razza ma può diventare la vera sorpresa del mercato. All’occorrenza gioca bene anche da esterno”

30.05.2022 18:00 di Francesco Finulli   vedi letture
ESCLUSIVA MN - Ravaglia: “Origi non è un bomber di razza ma può diventare la vera sorpresa del mercato. All’occorrenza gioca bene anche da esterno”
MilanNews.it
© foto di Insidefoto/Image Sport

Il giornalista Stefano Ravaglia, giornalista e scrittore esperto di Premier League e di Liverpool, ha risposto alle domande di MilanNews.it per parlare dell’operazione Origi e dell’attualità rossonera dopo la vittoria del diciannovesimo Scudetto.

Ravaglia, partiamo dallo Scudetto. Se lo aspettava?

“Risposta sincera, no. Sono tifoso milanista ma questo probabilmente è il titolo meno atteso, decisamente inaspettato. Attenzione, però, perché parlare di miracolo è ingeneroso. Il Milan lavora bene da due tre anni, la stagione è stata molto particolare e tanti di noi temevano il trappolone finale. Cosa vuol dire? Che i rossoneri hanno avuto una marcia costante, ottima, meritando la vittoria”.

E’ stato autore e protagonista di articoli e libri per il Liverpool, come nasce questo legame?

“Proprio da una relazione che c’è con il Milan. Nell’89 ci fu la tragedia di Hillsbrough e, qualche giorno dopo, si giocò Milan-Real Madrid di Coppa Campioni terminata 5-0. Dalla curva del Milan si alzò il tradizionale You’ll Never Walk Alone e da lì mi appassionai. Da studioso di calcio, giornalista e scrittore Liverpool è un punto di riferimento importante per tifo, attaccamento e passione. L’emozione che si prova ad Anfield Road difficilmente la si può paragonare ad altri luoghi”.

Entrando nel dettaglio di un ormai ex Reds, Divock Origi è il nome giusto per il Milan?

“Dire adesso se possa essere il nome giusto non è facile. Per come ha lavorato la società in questi anni nessuno pensava all’esplosione che i vari Theo Hernandez, Kalulu o Leao hanno avuto. Sono curioso di vedere Origi al Milan. Non aspettiamoci un bomber di razza, quest’anno ha totalizzato sette presenze con tre reti, ma ciò che ha fatto nel 2019 in Champions League con la rete in semifinale con il Barcellona e in finale con il Tottenham gli ha dato un’aura mistica nel mondo Liverpool”.

Quindi approva il suo arrivo...

“Con Ibrahimovic e Giroud che, in termini di presenze, lasciano alcuni margini ci sarà da capire se riacquisterà minuti importanti. Viene da una stagione dove è stato tenuto ai margini dove Klopp, un tecnico che solitamente dà occasioni a tutti, ha deciso di impiegarlo molto poco. Inserito in un contesto particolare come il Milan di oggi potrebbe riemergere”.

Tatticamente dove sarebbe da collocare per farlo rendere al meglio?

“Come punta centrale sia del 4-3-3 che del 4-2-3-1. Magari, nell’ipotetico tridente, potrebbe essere schierato anche da esterno ma si perderebbe la sua fisicità”.

Ci sono giocatori in Premier League che potrebbero essere accostati al mondo Milan?

“A me piaceva molto Sebastien Haller del West Ham, reduce anche da un passato all’Ajax. Ora però è giusto concentrarci su Origi, potrebbe essere più di una sorpresa”.

Intervista di Peppe Gallozzi