ESCLUSIVA MN - Stroppa: "Più forti della Triestina. Favorevole al modello spagnolo per le giovanili"
Torna il campionato Primavera e torna il consueto appuntamento con l'intervista pregara al tecnico rossonero Giovanni Stroppa che, in esclusiva per MilanNews.it, parla della prossima sfida di campionato ma da anche la sua opinione sui giovani rossoneri impegnati con le nazionali giovanili e sulla proposta di cambiamento del settore giovanile avanzata da Albertini e Sacchi, ispirata al modello spagnolo:
Come ha visto i ragazzi durante la sosta?
“Bene, abbiamo lavorato in pochi ma bene”
Che squadra è la Triestina? Ha indicazioni in merito?
“Abbiamo delle relazioni dei nostri osservatori, ha cambiato allenatore e ha cambiato qualcosina, so come gioca ma credo che io penso che se la mia squadra esprime in campo i propri valori non ce n’è per nessuno. Con tutto il rispetto per gli avversari, credo che siamo oggettivamente più forti”.
Un giudizio sui suoi ragazzi impegnati con le rispettive nazionali?
“Sono molto contento perché fanno crescere i ragazzi dal punto di vista della personalità. Ottime prestazioni a livello singolo e li ho visti carichi ieri alla ripresa degli allenamenti ed è questo che vogliamo dai nostri ragazzi”.
Queste due settimane sono servite ad oliare i meccanismi della squadra?
“La squadra, purtroppo, ce l’avevo smembrata perché molti erano in nazionale ed altri in prima squadra. Diventa difficile organizzare allenamenti in un certo modo e solo ieri ci siamo allenati come voglio io”.
Quanto servono, sotto il punto di vista dell’esperienza, le nazionali di categoria?
“Servono tanto per farli maturare. Già quando andiamo all’estero a fare le tournèe è un momento di crescita e ci serve per vedere a che punto siamo e se i nostri ragazzi sono all’altezza per giocare a livello internazionale”
Ci da un giudizio su Montelongo che lei ha avuto a disposizione?
“Ha giocato con noi solo con il Padova e credo si sia ben districato ed ha fatto una buona prova. Ha giocato da terzino e poi è passato a centrocampo. E’ chiaro che non è facile, per lui, imporsi, anche perché viene da un brutto infortunio”.
Con Allegri avete ripreso lo stesso tipo di lavoro che c’era con Leonardo?
“Abbiamo ripreso fin da subito la strada presa con Leo e se c’è occasione di far giocare i ragazzi con la prima squadra, lo facciamo volentieri. E’ normale avere un certo tipo di rapporto per organizzare il lavoro, gli allenamenti e altro. Come avete visto, molti dei miei ragazzi erano in prima squadra durante la sosta e ciò testimonia l’attenzione di Allegri per i nostri giovani”.
Infine una domanda sulla riforma proposta da Albertini e Sacchi per il settore giovanile molto simile al modello spagnolo . Lei sarebbe favorevole?
“Assolutamente si. Bisogna porre un limite al settore giovanile, limite che potrebbe essere rappresentato da una Under 18 o, massimo, 19. Bisogna dare alle società professionistiche l’opportunità di valorizzare i propri giovani facendoli giocare in campionati veri come accade, come dici giustamente tu, in Spagna dove i ragazzi di 18-19 anni vanno a giocare contro squadre professionistiche ed acquisiscono così personalità ed esperienza che gli permette di fare più facilmente il salto di qualità verso le prime squadre. Solo così potremo tornare a sfornare talenti come in passato”.
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