Galliani: "Ibra al Monza? Un filino fuori budget. Pioli ha fatto un gran lavoro al Milan"

29.10.2020 18:04 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
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Galliani: "Ibra al Monza? Un filino fuori budget. Pioli ha fatto un gran lavoro al Milan"

L’amministratore delegato del Monza Adriano Galliani ha parlato a della sua carriera a 360° a SportLab, manifestazione digitale organizzata per i 75 anni di Corriere dello Sport e Tuttosport: “Cos’è il Monza per Adriano Galliani? Nasco a Monza da mamma imprenditrice che aveva avuto uno zio presidente del Monza negli anni 30. All’età di 5 anni ho iniziato a vedere le partite del Monza, è amore, passione, la squadra della mia città e il ricordo di mia madre. Quando vedo il Monza mi vengono i lucciconi per questo. Un susseguirsi di emozioni, il Monza è la mia grande passione, il mio grande amore”.

Cosa ha rappresentato il Milan per Galliani? 

“Arrivo al Milan grazie ai 10 anni di esperienza al Monza dal 75 all’85. Incontro Berlusconi l’1 novembre ’79, gli dico che avrei lavorato giorno e notte per la sua televisione ma gli ho detto anche che avrei dovuto poter seguire il Monza. Il 31 dicembre del ’85 mi chiede di dimettermi e di occuparmi dell’acquisizione del Milan. Quindi vado al Milan, divento tifoso del Milan, resto 31 anni e vinciamo quello che tutti sappiamo. Poi il 13 aprile 2017 vendiamo il Milan e io ho detto che non sarei andato in un altro club che non fosse quello della mia città. Andare in un altro club, in un club diverso, sarebbe stato un tradimento al Milan. Scherzando dico che sono Ulisse che è tornato a Itaca. Nel 2018 vengo a sapere che il Monza è in vendita, lo dico a Berlusconi e lui mi dice di comprare il club. Abbandono Arcore, vado da Felice Colombo, proprietario del Monza, e in 2 minuti e 30 secondi decido e concludo per conto di Silvio Berlusconi l’acquisizione del Monza”.

Gli obiettivi del Monza sono legati alla promozione in Serie A?

“Assolutamente sì, di questo i tifosi del Monza devono ringraziare Berlusconi. Anche al Milan facevamo così. Il budget? Faccio riferimento alle parole di Berlusconi ai tempi del Milan: il budget che serve, senza sprechi, per vincere Campionato, Champions e via dicendo. Abbiamo avuto a disposizione un budget per andare in A, non so cosa succederà ma il necessario per allestire una squadra che deve competere per la serie A ce l’abbiamo”.

Il Milan di Pioli?

“A differenza di tanti altri non voglio commentare le scelte, quando uno se ne va da un club deve diventare un tifoso. Io sono un grande tifoso. Mi sembra sia stata allestita una squadra molto competitiva, che può far bene, il mio sogno è vedere il Milan in Champions e il Monza in A la prossima stagione. Non perdo mai una partita a San Siro, almeno che non ci sia il Monza di mezzo. Mi sembra una squadra molto competitiva, voglio fare i complimenti a Pioli perché ha azzeccato la formula giusta. Non vedevo Calhanoglu esterno sinistro, per me è una seconda punta formidabile. Così è passato al 4-2-3-1 e ha fatto rendere al massimo i propri giocatori. Poi è evidente che se hai Ibra o Van Basten puoi fare alcune cose, se non li hai ne fai altre”.

Cosa c’era di vero in Ibrahimovic al Monza? 

“Noi giochiamo con Ibra, è una persona fantastica con cui sono rimasto in grande amicizia. Giocavamo su questa cosa, è ovvio ed evidente che nonostante il budget l’ingaggio di Ibra fosse un filino fuori dalla nostra portata…”.

Quale prospettiva per il nostro calcio? 

“E’ molto complesso come tutti i settori economici. Il calcio è un settore economico del paese, ha una contrazione dei ricavi importanti derivanti dall’assenza dei tifosi, dal calo delle sponsorizzazioni… Purtroppo, e questo vale per tutta la comunicazione, la pubblicità diminuisce più del pil quando il pil diminuisce e cresce più del pil quando il pil cresce. E’ chiaro che le sponsorizzazioni sono in netto calo. Io ho il timore che anche i diritti tv i prossimi anni possano diminuire. Vorrei sgombrare l’equivoco: qualcuno mi dipinge come contrario all’ingresso dei fondi. Assolutamente no, sono favorevolissimo: è la distribuzione del denaro che mi preoccupa. Mi preoccupo che chi andrà in A fra 3-4-5 anni, abbia gli stessi introiti di chi è in Serie A oggi”.