Acerbi: "In passavo mi allenavo alticcio, non davo importanza a niente. Braida mi trovò casa a Gallarate ma uscivo lo stesso"

24.02.2020 22:12 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Acerbi: "In passavo mi allenavo alticcio, non davo importanza a niente. Braida mi trovò casa a Gallarate ma uscivo lo stesso"

Francesco Acerbi, intervistato da L'Ultimo Uomo, ha parlato del suo passato in rossonero: "Non avevo la testa da professionista. Non avevo rispetto per me, non avevo rispetto per il mio lavoro, non avevo rispetto per chi mi pagava. Spesso arrivavo al campo alticcio, senza aver recuperato dai superalcolici della sera prima. Mi andava bene perché fisicamente sono sempre stato forte. Mi bastava dormire qualche ora e poi in campo rendevo comunque. Le serate non sono sbagliate a prescindere, il problema è che allora io esageravo. Non avevo paura della grande squadra non perché fossi coraggioso ma perché non me ne fregava niente. Volevo solo divertirmi e giocare. Braida mi aveva detto che sapevano del mio stile di vita e per questo mi avevano trovato casa a Gallarate e non a Milano. Ma io uscivo lo stesso. Anche il numero 13 non l’avevo scelto io. Era stato Galliani a dirmi che l’avrei dovuto prendere. A me faceva piacere ma non davo la giusta importanza a niente. Nemmeno ad essere al Milan, nemmeno al numero di maglia".