Calabria a DAZN: "Non mi faccio condizionare dal mercato, mi sento più libero in campo. Anche io scrissi una letterina..."

22.09.2020 20:28 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Calabria a DAZN: "Non mi faccio condizionare dal mercato, mi sento più libero in campo. Anche io scrissi una letterina..."

Davide Calabria è stato intervistato da DAZN per parlare del suo buon momento e di quello della squadra.

Sul momento del Milan: "Siamo sicuri di essere una grande squadra e lo stiamo dimostrando sul campo, questo è un dato di fatto, vogliamo dare il 100%, non ci poniamo alcun limite, ci stiamo aiutando tanto in campo, stiamo bene sia fisicamente sia mentalmente, questo aiuta sicuramente giorno dopo giorno a migliorarsi".

Sulla continuità: "Negli ultimi anni non c'è praticamente mai stata, in un progetto vincente c'è sempre stata continuità, quindi è giusto e siamo contenti di avere avuto la possibilità di non ricominciare da capo per l'ennesima volta. Siamo contenti del mister e della dirigenza che è rimasta, speriamo di continuare su questa strada insieme".

Sul fatto di essere al Milan da tanti anni: "Siamo una squadra tanto giovane, io e Gigio siamo qua da più anni, ci hanno dato una mano anche i senatori, quelli con più anni di esperienza in più. Il giusto mix è quello che fa bene e aiuta il mister a gestire i momenti più difficili della stagione".

Sulle regole nello spogliatoio: "La base di un gruppo sano è avere delle regole all'interno dello spogliatoio. Sono le classiche regole: il rispetto reciproco, il lavoro quotidiano, l'arrivare in orario, lo stile Milan".

Sulla letterina di Tonali: "Ho anche io una letterina a casa a Santa Lucia, dove chiedevo di guidare una determinata macchina e di arrivare in finale di Champions col Milan contro il Chelsea, spero che questo sogno si possa realizzare".

Sul mercato: "Quest'anno ho deciso che il passato è passato, quello che succederà non mi interessa, sto solo pensando al presente, l'extracampo non deve più influire sulle prestazioni, né mie né della squadra e si vede in campo. Siamo tutti più liberi e concentrati. Dobbiamo dare sempre il 100% qualsiasi cosa succeda, campo, famiglia, casa, lavoro... Il Milan è la cosa più importante di tutte".

Sul miglioramento in campo: "La difficoltà è che all'inizio ero un po' più bloccato, più difensore centrale piuttosto che terzino, non ero abituato a quel ruolo. Adesso sono un po' più libero di avanzare palla al piede, di fare tutte le sovrapposizioni che voglio. Sono più libero di testa, più motivato, più voglioso, sono contento che il mister mi dia questa possibilità".

Sulle porte chiuse: "Da un punto di vista della giovane età ci ha dato una mano, non essendoci tanto rumore riusciamo a parlarci meglio, il mister può dare una mano dal campo e come si può vedere c'è molto più ordine. Ma avere 80.000 persone è un punto a favore, ma le porte chiuse ci hanno dato una mano, essendo un gruppo nato pochi mesi fa, per migliorare certi punti di vista che in campo fanno la differenza. Al pubblico siamo abituati, c'è sempre pressione vestendo questa maglia, chi non è abituato a certe tifoserie non può giocare qua, io sono qua ormai da 6/7 anni".

Sull'Europa League: "Penso sia stato un errore italiano quello di sottovalutare l'Europa League, può darti l'accesso diretto alla Champions, risalto a livello internazionale, per una squadra andare avanti in Europa League può solo darti esperienza, fiducia e ti abitua ad giocare ogni tre giorni. Cambia completamente giocare una partita a settimana o due, per il Milan dev'essere l'abitudine".

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