Zoppini (Populous): "Il nostro è un progetto pensato solo per Milano, se non lo facciamo qui non lo possiamo spostare altrove"

16.10.2019 11:00 di Enrico Ferrazzi Twitter:    Vedi letture
Zoppini (Populous): "Il nostro è un progetto pensato solo per Milano, se non lo facciamo qui non lo possiamo spostare altrove"

Alessandro Zoppini, che è a capo dello studio Populous di Milano, ha rilasciato queste parole sul progetto "La Cattedrale" per il nuovo stadio di Milan e Inter ai microfoni del Corriere della Sera (ed. Milano): "Populous è uno studio internazionale che ha realizzato Wembley, l’Emirates, lo stadio del Tottenham, ha una sede europea a Londra e uno studio in Italia, che siamo noi. Mio padre era uno dei quattro allenatori della Nazionale di nuoto, poi nel ‘61 si è laureato in architettura e si è specializzato in impianti sportivi. Io sono la seconda generazione, ho realizzato impianti per tre Olimpiadi: Torino, Sochi e Pyeongchang. E poi con San Siro c’è un legame particolare: il mio prozio Riccardo, membro del consiglio della Figc, era uno degli accompagnatori della Nazionale quando nel ‘56 è stato inaugurato il secondo San Siro. La milanesità è certificata: nel progetto Populous sono coinvolti anche gli studi d’ingegneria Tekne, della famiglia Rusconi Clerici, e Maffeis, che stanno progettando tre stadi per i Mondiali del Qatar. Ci sono 300 professionisti italiani. È una convergenza tra specialisti, non commerciale. E' impossibile trovare al mondo un team che abbia la nostra esperienza. "La Cattedrale" è un progetto pensato per Milano, se non lo facciamo qui non lo possiamo spostare altrove, è originale e non sarà possibile confonderlo con altri. Sarà uno stadio a consumo di suolo zero, perché ora lì c’è un parcheggio. E poi il verde: sarà circondato da nove ettari di verde, in generale sarà il più sostenibile d’Europa, sarà dotato di pannelli fotovoltaici sulla copertura e di un sistema di raccolta dell’acqua piovana. Gli spazi interni sono climatizzati a ventilazione naturale. L’obiettivo, che è anche quello delle squadre, è dialogare con la città e capire le esigenze dei cittadini. Lo stadio sarà alto la metà, lungo via Tesio ci saranno due filari di alberi, perciò chi passa di lì non vedrà neanche l’impianto, che avrà un impatto paragonabile a quello di un normale edificio. L’impatto acustico sarà ridotto del 60%".