Florenzi: “Quando parlava Ibra faceva la differenza. Nell’anno dello scudetto sentivo un’energia particolare”

Florenzi: “Quando parlava Ibra faceva la differenza. Nell’anno dello scudetto sentivo un’energia particolare”MilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Ieri alle 16:00Primo Piano
di Andrea La Manna

Nell'ultima puntata del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli, è stato ospite l'ex terzino rossonero Alessandro Florenzi che, tra le varie tematiche, ha parlato della sua esperienza al Milan. Queste le sue parole:

Quando scopri che c'è l'opportunità di andare al Milan ? "Scopro che c'è potenzialmente l'opportunità di andare al Milan quando mi chiama Ricki Massara, perchè mi aveva chiamato il giorno prima di andare al Valencia ma avevo dato la parola di andare li ormai, il giorno dopo avevo il volo. C'erano lui, Maldini e Boban e gli dissi che non potevo. Poi mi richiama dopo il PSG e mi dice 'È questo il momento vero?' E io gli dissi di si, anche perche al PSG ero in prestito quindi sarei ritornato alla Roma, in un contesto in cui ero messo da parte. A quel punto vado al Milan. Quando vado li poi faccio tendine del flessore sinistro, il muscolo per fortuna mai niente, e poi l'ultimo anno ho fatto crociato e menisco destro. Però quando io ho fatto crociato e menisco non ho pensato di smettere, ho pensato di rialzarmi e riprendere a giocare però con i miei tempi"

Che Milan hai trovato con Pioli ? "Era il Milan di Zlatan, insieme a lui c'era Giroud. Ibra fa proprio la differenza, ti alza il livello in tutti i settori: mentale, fisico, tecnico, se sbagliavi un passaggio eri finito. Ti racconto questa cosa, io penso di aver conquistato Zlatan perchè a lui piace tanto entrare in competizione, lui vive in competizione. Quindi mi fa un assist di tacco in allenamento e mi guarda. Io gli faccio 'Che guardi', lui dice 'Non ha in visto che assist ti ho fatto' e io risposi 'eh, io questi li ricevo tutti i giorni'. Da li è iniziata la sfida che poi si concluse con 'Però con Zlatan hai vinto scudetto', quindi alla fine ce l'ha avuta vinta lui. 

Vi ha fatto qualche sgridata importante Ibra ? "Ogni tanto prendeva la parola e quando la prendeva era pesante. L'ha presa ogni tanto anche l'anno scorso quando era dirigente. In quesi casi li entrava e quando doveva entrare in gamba tesa entrava in gamba tesa. L'effetto lo senti, devi essere bravo anche a spiegarlo, a recepirlo, tanti giovani magari non sono supportati da loro stessi per capirlo. Mentre nell'anno dello scudetto c'era un mix, c'eravamo io, Kjaer, Ibra, Giroud, e poi Leao, Theo, Calabria, che comunque se Zlatan parlava e magari diceva certe cose che non venivano recepite, andavano gli altri che glie lo facevano capire. Perchè poi Kjaer parlava inglese, francese, Giroud francese, io italiano. È così che nasce il gruppo, quando c'è un mix di giovani e vecchi che riescono ad incastrarsi"

Il tuo ruolo è stato importante quell'anno - "Lo capisci quando gli altri ti guardano in modo diverso quando parli, quando la tua parola vale. Quando capisci che per gli altri la tua parola vale tu fai di tutto per fargli arrivare il concetto che vuoi fargli arrivare, per fargli capire che 'Guarda lo so che oggi sei incazzato perchè non hai giocato, ma magari c'è un motivo, magari non ti stai allenando bene'. 'È giusto che tu sia arrabbiato, questa rabbia mettila in campo'. Quando poi vedo che la persona a cui parlo così, in campo poi si trasforma, è come se io ho alimentato lui e lui ha alimentato me. Così cresce la fiducia, c'è energia, la senti, non puoi spiegarla. Io sento quando c'è qualcosa, l'anno dello scudetto sentivo qualcosa. Io l'anno scorso sentivo che non c'era niente, purtroppo devo dirlo, infatti noni, cambi di allenatore...

Come può finire un ciclo come quello ? "Sono stati 5 anni importanti, con lo stesso allenatore, un ciclo importante. È come una fiamma che si spegne. O si è bravi da entrambi i lati a riaccenderla oppure scema. Tante volte mi fermavo e mi fermo tutt'ora, ci parlo tutt'ora con Rafa, anche con Theo mi fermavo tanto a parlare. Con Gabbia, soprattutto gli anni dopo. Adesso è diventato un pilastro del Milan, ma ti assicuro che prima chiedeva permesso anche per andare al bagno. Gli voglio bene come se fosse mio fratello, sono orgoglioso di quello che sta facendo e di quello che sta portando al Milan perchè lui lo vedo come un continuo che ha preso un qualcosa dalle vecchie generazioni"

Come lo vedi Leao ? "Per me è fortissimo però siamo sempre li a dire che è lui che lo deve capire. Spero che lo capisca presto o che l'abbia capito perchè non si può più dire che si deve aspettare. Quindi diventa complicato. Quello che ho visto fare a lui l'ho visto fare a grandi personaggi in grandi squadre. Oggi ci sono tante distrazioni fuori dal campo, ma ormai fanno parte di noi"