Celtic crocevia di Allegri. Se dovesse perdere, spazio a Tassotti che spianerà la strada al futuro allenatore rossonero...
Le notizie non mancano certo in questi giorni. Balotelli, Galliani, Berlusconi, Lady B e i suoi progetti per il futuro, Allegri in bilico, Seedorf convinto che sarà un grande allenatore, gli ultras arrabbiati, Kakà che è il vero capitano di questo Milan, El Shaarawy che da epurato diventa fondamentale per la squadra e chi più ne ha più ne metta. Ma questa sarà la serata che può valere una stagione e il destino di molti personaggi. Allegri è sicuramente il più osservato, se dovesse perdere questa sera rischierebbe davvero grosso. Ma chi al suo posto? Mangia e la sua poca esperienza sarebbe un vero rischio e allora il club pensa a Tassotti che, da secondo, potrebbe diventare la guida dei rossoneri. Sarebbe una sorta di traghettatore che spianerebbe la strada al futuro tecnico milanista: Clarence Seedorf. Poi se ci sarà o meno Galliani è bel enigma. C’è chi giura che la sua avventura (durata 27 anni) finirà quest’estate per far spazio ai più giovani, come Maldini o Albertini. Le ultime novità riguardano il dirigente del Napoli Bigon, ultima idea di Barbara Berlusconi. Ma come detto, la concentrazione deve andare solo alla gara con il Celtic di questa sera. Fondamentale per la Champions e, soprattutto, per il morale della squadra. Balotelli, che si è perso chissà dove, deve ritrovare la forma migliore.
Sarà un problema psicologico probabilmente, forse Balo se ne vuole veramente andare a gennaio. Il problema di questa squadra, però, non è solo lui. All’interno dello spogliatoio c’è qualcosa che non va. Tensioni che non vanno bene e, adesso, anche qualcuno che parla troppo, qualcuno che porta informazioni riservate fuori dal centro sportivo. L’ha sottolineato Allegri, si era capito quando tutti abbiamo scoperto i ritardi di Binho e Supermario. Questo non è il Milan che tutti abbiamo imparato a conoscere nella sua lunga storia. Questi non sono atteggiamenti a cui eravamo abituati. Il club rossonero era grande anche per questo, perché aveva uomini come Baresi, Maldini, Costacurta, Gattuso, Seedorf, Nesta… Veri uomini che facevano capire ai più giovani come dovevano andare le cose quando si indossava questa maglia. Adesso ci si affida solo a Kakà, unico leader di questa formazione (non ce ne voglia Montolivo). A giugno comunque bisognerà rifare tutto, fondare una nuova squadra che sia all’altezza delle big italiane e europee. A gennaio, stando a quanto dice Galliani, arriverà solo Honda con Ramì già in rosa.

Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan

