Ciao Capitano! Ambrosini dice addio con la voce rotta dall’emozione. Ammainata una delle ultime bandiere. Il Milan su Tevez brucia i tempi e fa sognare in grande

Ciao Capitano! Ambrosini dice addio con la voce rotta dall’emozione. Ammainata una delle ultime bandiere. Il Milan su Tevez brucia i tempi e fa sognare in grande
© foto di Giulia Polloli
sabato 15 giugno 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Ciao Capitano! L’addio di Ambrosini si tinge di toni appartenenti all’irreale, all’irrazionale, a quel mondo sospeso del quale fai fatica a capire i confini tra incubo, sogno e realtà. Un addio per certi versi straziante, con la voce rotta in gola del Capitano rossonero che prende fiato e guarda fisso davanti a lui, come ti insegnano a teatro, per non farti cogliere dal panico, per evitare l’emozione o le lacrime. “Ringrazio i miei compagni di squadra” e gli occhi sembrano appannarsi. Un respiro quasi rotto e riprende con il suo discorso. Il Capitano è d’esempio anche in questo momento, dimostra anche in questa occasione di essere un galantuomo, ma anche un ragazzo al quale hanno strappato anzitempo un sogno meraviglioso. “Mi avrebbe fatto piacere un’attenzione maggiore alla vicenda, un pensiero poteva essere speso”. Già, un addio forse intuito sul nascere proprio grazie ai diciotto anni passati a Milanello. Eppure nonostante la consapevolezza di dover dire addio, Ambro non è andato a raccogliere il giusto tributo sotto i tifosi, i suoi tifosi, perché “il saluto sarebbe stato ridicolo se avessi firmato un altro anno”. La speranza disattesa. E così se ne va un altro pezzo di storia del Milan, uno degli ultimi senatori, uno di quelli che sa che cosa vuol dire indossare la maglia del Diavolo e ne conosce il peso. Nessun rimpianto, nessun (forse qualcuno a dire il vero) rimorso, così per cavalcare le note di una canzone appartenente ad un tempo felice. Ambrosini guarda avanti e non dice addio al calcio. Oltremanica lo desiderano, ma le sue parole di apertura alla Fiorentina lasciano presagire che un feeling magari inatteso stia per nascere. Una sorta di scambio ritardato tra Montolivo e Ambrosini in mediana. Chissà che Montella possa regalare un paio d’ali al biondo capitano per farlo planare ancora una volta verso orizzonti lontani.

Intanto il Milan guarda con attenzione ai suoi gioielli oltreoceano, agli ordini di Prandelli :El Shaarawy si è dovuto fermare a causa di un piccolo problema fisico. Uno stop che fa rumore, perché ormai il Faraone è diventato il centro delle vicende legate al prossimo calciomercato di casa rossonera. Molto probabilmente senza motivo, perché sul piatto di quella famosa bilancia che vedeva contrapposti Tevez e, appunto, El Shaarawy, ora ci sono solo i resti del Faraone, quantificati nel guadagno proveniente dall’addio di Robinho, sempre più vicino al rientro in patria. Già, l’Apache sembra essere talmente vicino al Milan da poter toccare con mano il sogno di vederlo giocare insieme a Balotelli in un tandem d’attacco che,  colpi di testa permettendo, fa venire i brividi anticipati alle difese di mezza Europa. E’ presto però per parlare di cose fatte, la storia ci insegna che in tempi non sospetti Tevez tornò sui suoi passi e Galliani ingoiò un boccone amaro. O forse successe il contrario, ma noi non lo sapremo mai.

In tutto questo El Shaarawy è l’erede designato di quel Kakà che ancora solletica i sogni di Berlusconi, quell’addio voluto dal mercato non è mai davvero andato giù al presidentissimo. Ma si sa, al cuor non si comanda, ma al portafogli purtroppo si.  Dunque Stephan potrebbe diventare il sostituto naturale anche del Boateng vecchia maniera, ovvero il rifinitore, il famoso trequartista che deve dare il là alle azioni offensive liberando le frecce acuminate dalla faretra rossonera.

Ma il Milan, con l’addio di Ambrosini, con giocatori come Flamini, Muntari , Nocerino ancora in stallo, forse dovrebbe concentrare l’attenzione sull’ingresso di forze nuove a centrocampo. Piace Eriksen, vecchio, giovane pallino che nell’Ajax ha fatto gavetta, piace e continua a piacere Strootman, consigliato a gran voce anche da van Bommel. Nonostante Inter e Roma se lo stiano litigando, anche Nainggolan è e rimane nel novero dei desiderata di Allegri. Sembrano ridotte a semplici carboni ardenti le voci che volevano Lavezzi e Pastore alla corte di Galliani, ma si sa, a volte basta un alito di vento per riportare alla sua originaria luce una fiamma ardente.