In Tim Cup per raggiungere l’Europa. Seedorf è già chiamato a confermarsi dopo la partenza vittoriosa in campionato
L’arrivo di Clarence Seedorf sulla panchina rossonera ha portato una ventata di serenità. Non lasciamoci ingannare dalla vittoria di rigore contro il Verona: il Milan non ha risolto i suoi problemi, ma è apparso più motivato, energico, allegro anche. Già dalle prime sedute di allenamento a Milanello il clima è apparso sereno, i visi tirati a causa della mancanza di risultati hanno lasciato il poso ad espressioni più rilassate. La prima di Seedorf da allenatore ha visto una squadra scendere in campo determinata, nella prima parte della partita i rossoneri si sono spinti nella metà campo scaligera senza mai uscirne, con un possesso palla dilagante che però non si è concretizzato sotto la porta di Rafael in reali occasioni da gol. Nel primo tempo si sono viste ripetute progressioni in fascia ad opera soprattutto di De Sciglio e la prestazione di Emanuelson dalla parte opposta è stata registrata come un successo. La convivenza tra Balotelli e il tridente di trequartisti è ancora da bilanciare, mancano ovviamente gli automatismi. Mario a tratti è apparso troppo propenso al recupero della palla in mediana, lasciando così sguarnito il vertice dell’attacco che ha faticato ad insinuarsi nelle strette maglie difensive ben orchestrate da Mandorlini. C’è da dire che il Verona si è difeso, per buona parte della partita, con nove uomini dietro la linea di metà campo, lasciando solo qualche spiraglio alle incursioni di Robinho e compagni. Il palo colpito dal brasiliano ha vibrato fino all’ottenimento del calcio di rigore, causato da un’ingenuità della difesa del Verona, che però ha regalato al Milan i tre punti e una buona iniezione di energia per il morale.
Questa sera i rossoneri hanno l’occasione per confermarsi, il tabellone di Tim Cup mette il Milan a cospetto dell’Udinese di Guidolin, alla ricerca di continuità. La partita contro la Lazio ha lasciato l’amaro in bocca ai bianconeri che cercheranno di accantonare la sconfitta proprio contro il Milan. La classifica delle due squadre impone massima attenzione in Tim Cup, unico spiraglio per tentare l’aggancio all’Europa. Seedorf dovrà fare a meno di Montolivo, Petagna e Mexes, quest’ultimo buttato nelle fauci del mercato invernale dalla richiesta della Fiorentina che, dopo Matri, potrebbe strappare ai rossoneri anche il centrale difensivo. Dalla sala centrale di Milanello, sabato scorso, Adriano Galliani aveva dichiarato chiuso il mercato in entrata. Aveva smentito le trattative con il Parma per Parolo, confermando invece la volontà di cedere in prestito Vergara alla formazione di Donadoni. In uscita ancora in fase di stallo la posizione di Gabriel, richiesto dalla Reggina, con Amelia che conferma la sua forte volontà di rimanere in rossonero. Qualche approccio è stato riscontrato anche nei confronti di Muntari da parte dell’Hull City, ma la trattativa appare ancora in stallo. Il rientro di Petagna, sempre stando alle dichiarazioni dell’ad rossonero, dovrebbe essere sufficiente a tamponare l’assenza di Pazzini, in attesa anche del recupero di El Shaarawy, ormai lungodegente. Forse però la realtà è che al momento non ci sono grandi cifre da investire in un reparto che conta sì tanti uomini, ma una resa dettata soprattutto dalle condizioni di Balotelli. Dalle parole di Galliani, dopo la partita contro il Verona, si capisce soddisfazione nei confronti delle scelte effettuate in corsa da Seedorf, in primis il rilancio di Silvestre, da tempo ormai dato per disperso nella rosa che fu di Allegri. La sensazione è che si voglia ridare motivazione soprattutto a chi ha avuto meno possibilità di scendere in campo, in questa fase dunque mi aspetterei di rivedere Saponara, soprattutto a margine della buona prestazione messa in scena nel derby e in funzione del turn-over che si renderà necessario in vista della Champions League, competizione che sia Honda che Saponara dovranno guardare dalla tribuna.

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