Sacrificio e spirito di squadra: Balotelli si deve adattare...

 Sacrificio e spirito di squadra: Balotelli si deve adattare... MilanNews.it
© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
venerdì 25 ottobre 2013, 00:00Milanello in rosa
di Gaia Brunelli

Finalmente si iniziano a intravedere segnali di miglioramento. Almeno dal punto di vista dello spirito. La squadra rossonera contro il Barcellona ha saputo lottare e sacrificarsi a tal punto da meritare il pareggio e forse magari anche qualcosa di più. Se si pensa alla rosa della due squadre, se si pensa a quanti soldi ha speso la società blaugrana in estate, è estremamente difficile pensare che tra le due formazioni non esista un abisso. Ma il Milan ha saputo colmarlo con grande coesione. Kakà ha fatto il terzino, Robinho ha corso come un matto, Birsa ha avuto pochi palloni a disposizione ma non si è spazientito. Anzi tutti hanno lottato per un unico obiettivo. Quello di non sfigurare. Il Milan si è meritato il prestigio di chiamarsi Milan. Questa voglia di fare bene, questo desiderio di essere squadra è stato finalmente inculcato nel modo giusto e interpretato al meglio da tutti i giocatori. L'amichevole contro il Caen appare lontana, anche se ancora una volta Allegri non ha perso l'occasione di far notare che questo spirito va mantenuto da tutti. Quando Balotelli è entrato in campo, ha fatto fatica a trovare modo di ricevere palloni giocabili. Si è infastidito e si è eclissato.

Il sacrificio deve arrivare anche da lui. Il fatto di riuscire a gestire anche questo tipo di situazioni sarebbe un altro passo avanti nella sua carriera, quella che potrebbe consacrarlo come uno devi migliori. Serve dedizione però. Serve impegno e maturità. Quando in campo sarà generoso, paziente e affidabile, nessuno parlerà più così tanto di quello che succede fuori. Perché anche questo è il calcio. Un esempio è Iker Casillas. Quando era il numero 1 della Spagna e del Real Madrid nessuno ha mai parlato della sua relazione con la Carbonero, se non in maniera deliziosamente romantica in occasione del bacio alla finale vinta ai Mondiali. Ora che ha perso il posto da titolare nei Blancos e dimostra di non essere più così affidabile, le malelingue imputano tutto alla sua relazione sentimentale. Quindi se Supermario riuscirà a dimostrare in campo di essere un campione "non solo di piedi ma anche di testa" - giusto per citare Allegri quando ha parlato di Kakà - a quel punto anche la sua vita privata ne trarrà beneficio. L'alternativa è quella di chiudersi in un convento di monaci per almeno 3 mesi...