Caos Milan, Ravelli: "Il calcio non è solo business, sorprende vedere Cardinale condurre i colloqui e orientare le scelte operative"

Caos Milan, Ravelli: "Il calcio non è solo business, sorprende vedere Cardinale condurre i colloqui e orientare le scelte operative"MilanNews.it
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La giornalista Arianna Ravelli commentata la rivoluzione di Gerry Cardinale al Milan che è ancora senza dirigenza e allenatore ad un mese dal raduno

Arianna Ravelli, sulle pagine della Gazzetta dello Sport, ha parlato così de caos societario al Milan che è ancora senza dirigenza e allenatore ad un mese da raduno: "Uno spettro si aggira per l’Europa. Non è il comunismo secondo Marx, è quel poco di Milan che è rimasto che, tra colloqui e incontri via Zoom, si affanna a cercare una nuova identità. Riepiloghiamo. Il Milan ha scelto la strada della discontinuità dopo una stagione conclusa con il fallimento dell’obiettivo minimo, la qualificazione alla Champions. È una scelta legittima. Meno comprensibile è che, a distanza di tre settimane, la rivoluzione sia rimasta incompiuta. Ci troviamo di fronte a un club (che in fondo avrebbe il calcio come suo core business), che ha azzerato la parte più importante della propria struttura, quella sportiva, senza aver predisposto con la stessa rapidità la fase successiva. Difficile trovare precedenti simili.

Il problema non è, come si dice troppo spesso, che i fondi sono interessati solo a fare soldi: appunto qua il comunismo non c’entra e poi per fare soldi davvero bisogna vincere e per vincere davvero (con continuità) bisogna creare basi solide e sostenibili. Non si ripeterà mai abbastanza quanto sia necessario trovare nuove entrate, vedi i proventi da stadi, o valorizzare di più i diritti televisivi. In sintesi: rendere migliore lo show. Il problema è che il calcio non è solo un’industria d’intrattenimento. È un settore con dinamiche proprie, relazioni consolidate, tempi e linguaggi che si imparano frequentandolo ogni giorno. Per questo sorprende vedere che, in una fase così delicata, sia direttamente il proprietario, assieme al pur validissimo Massimo Calvelli (ex tennista, uomo di sport e di business, ma non di calcio in senso stretto) a condurre i colloqui e a orientare le scelte operative".