Cardinale: "Ho commesso degli errori, ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. E' diventata una questione personale"
Intervistato dal Corriere della Sera, Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del Milan, ha voluto rispondere a chi dice che a lui non interessa vincere, ma solo i soldi della Champions: "Esiste una narrativa secondo cui io penserei solo ai soldi e non a vincere. È assurdo. Se guardate la mia vita e la mia carriera, ho sempre vinto. Quando il club genera denaro, io non lo porto fuori. Lo reinvesto nella squadra. Nei giocatori, infrastrutture e crescita. Negli ultimi tre anni da quando ho acquisito il Milan, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra di A sul mercato. E questo è un fatto. Abbiamo speso perfettamente? Chiaramente no. Dobbiamo fare un lavoro migliore per assicurarci che ci sia una correlazione diretta tra spesa e vittorie. L’idea che disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso.
Dal 2022 abbiamo vinto solo una Supercoppa? Io non posso allenare. Non posso segnare gol. Non posso difendere in campo. Ma posso fornire le risorse finanziarie e costruire una squadra vincente. Il mio lavoro è la parte finanziaria e creare un senso di urgenza e una cultura della vittoria. Tutti devono dare per scontato che io farò la mia parte. Sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò.
Se ho commesso errori in questi quattro anni da proprietario? Certo che ne ho commessi. Questa è probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto, ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Amo l’Italia. Amo Milano. Per me è diventata una questione personale".

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