Hernanes e la metafora con gli aerei: “Ottimo decollo del Milan, poi ha messo la modalità aereo e non è atterrato”

Hernanes e la metafora con gli aerei: “Ottimo decollo del Milan, poi ha messo la modalità aereo e non è atterrato”MilanNews.it
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Oggi alle 13:30News
di Andrea La Manna
Hernanes afferma che il Milan non si è qualificato in Champions League perchè dopo la vittoria nel derby ha iniziato a perdere inconsciamente fame, vigilanza, e alla fine ha mancato l’obiettivo.

Nel suo profilo Instagram, il profeta Hernanes ha parlato di quello che secondo lui è stato il vero problema del Milan. Questa la sua analisi.

"Ho sentito molte cose, dalla lite tra Allegri e Ibra, Furlani, che Allegri è un allenatore ormai oltrepassato. Però adesso vi dico qual è stato il vero problema con questa metafora: il Milan è un aereo attrezzato, Allegri comandante. Perché un aereo decolli la cosa più importante non sono i motori ma le due ali, con una sola ala non si vola. Il Milan aveva due ali: identità, concentrazione, blocco basso e ripartenza, l'altra ala aveva quei giocatori adatti a quello schema, Maignan, Modric, Rabiot, Pulisic, Leao e ha funzionato benissimo fino a marzo. E non è che il metodo, il modo di giocare di Allegri non ci sta più nel calcio, tutto è possibile basta che tu abbia un equilibrio. Il Milan era perfetto quindi decolla. Raggiunge la quota di crociera per seguire il viaggio tranquillo, zona Champions, però dopo la vittoria nel derby, succede qualcosa: il Milan attiva la modalità aerea. Quando attivi la modalità aerea i contenuti continuano ad essere caricati, tutto sembra normale, riesci anche a vincere, però la partita contro la Lazio, quella dopo il derby, la squadra era vuota. Invece di mantenere la pressione o accelerare un pochettino per prevenire la tempesta che sta per venire, ha attivato la modalità aerea. Il problema è che tu non te ne accorgi, l'aereo continua a volare, i contenuti caricati, le vittorie, sono grazie alla connessione che avevi prima, ma tu sei già disconnesso. Sembra tutto stabile però non sei connesso, quella tensione invisibile che tiene vivi. Dopo le grandi vittorie era come se il corpo mandasse dei segnali, come se dicesse puoi rilassarti. Ho visto nel Milan questa cosa. Così perdi il livello di vigilanza, perdi la fame, tanto pensi di essere il migliore".